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	<title>Le ricette Archivi - Piemonte Tartufi</title>
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	<description>Un magazine per gli amanti del tartufo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Dec 2025 08:16:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Dolci al tartufo con tartufi veri!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2019 12:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2545</guid>

					<description><![CDATA[<p align="justify">Alcune ricette per preparare dolci con il tartufo<b><br />
</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/dolci-con-tartufi-2/">Dolci al tartufo con tartufi veri!</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Sappiamo che non si tratta di uno degli abbinamenti più consueti, di quelli che vengono in mente immediatamente, ma <strong>l’amato fungo ipogeo può essere adoperato anche per realizzare dessert</strong> insoliti ma di grande effetto… non a caso alcuni di questi sono firmati da grandi chef: e allora vediamo tre interessanti ricette per un tartufo dolce che lascerà i vostri ospiti a bocca aperta!</p>
<p><strong>Diverse le ricette con tartufo bianco</strong> da servire a fine pasto, soprattutto quelle che prevedono salse e creme dolci <strong>come zabaione, mascarpone, panna, crema chantilly e cioccolato</strong>, anche fondente purché non troppo amaro.</p>
<p>Perfetto l’abbinamento anche con semifreddi e gelati a base bianca: il consiglio è di grattugiarlo a crudo sul piatto.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Tartufo dolce: la ricetta dei cioccolatini morbidi</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Pressoché tutti conosciamo i tartufini al cioccolato, anche perché sono molto semplici da preparare, ma quanti sanno che ne esiste una versione che contempla l’utilizzo del “tartufo vero”?</p>
<p>Gli ingredienti per circa <strong>60 tartufi al cioccolato e tartufo</strong> sono:</p>
<ul>
<li>200gr panna</li>
<li>400gr cioccolato fondente</li>
<li>15gr burro tartufato</li>
<li>q.b. cacao in polvere per la finitura.</li>
</ul>
<p>Cominciamo col burro tartufato: è possibile acquistarlo al supermercato già pronto oppure prepararlo a casa, seguendo la ricetta di Alessandro Borghese, presentata nella prima edizione di <em>“Cucina con Ale”</em> su Realtime: sarà sufficiente mescolare 500 gr. di burro ammorbidito con un tartufo sottolio tritato, formando un panetto che andrà avvolto nella carta da forno e successivamente in un foglio di alluminio.</p>
<p>Dopo 24 ore di freezer il burro tartufato sarà pronto e basterà metterlo in una fondina per continuare col resto della preparazione.<br />
Bisognerà far bollire la panna e nel frattempo spezzettare o tritare grossolanamente il cioccolato in una boule.<br />
Due cucchiai di panna calda andranno versati sul burro, mescolando per farlo sciogliere.<br />
Il resto della panna bollente andrà versata sul cioccolato, ancora una volta mescolando per sciogliere tutto in maniera omogenea.<br />
I due mix andranno poi uniti, rigirati per bene e lasciati in frigo a rassodare per almeno quattro ore, dopodiché si realizzano i tartufini: si modellerà una “pallina” di pasta raffreddata e soda, arrotolandola tra i palmi delle mani, la si passa in una fondina dove avremo setacciato qualche cucchiaio di cacao in polvere, e riporremo su un vassoio.</p>
<p>I tartufi così realizzati si conservano per due-tre settimane in frigo o a una temperatura ambiente inferiore ai 20 gradi.</p>
<p>Si consiglia abbinamento con uno <a href="https://boerivini.it/vini/spumante-brut/">vino spumante Brut</a> di Boeri Vini</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Gelato al tartufo: la seconda ricetta scelta tra i piatti con tartufo da fine pasto</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Alla stessa stregua dei tartufini, <strong>quando si parla di dolci al tartufo si pensa al tartufo gelato, in particolare al tartufo di Pizzo, tipico della pasticceria calabrese</strong>: si tratta di un gelato alla nocciola a forma di semisfera con un cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto da un spolverata di cacao amaro in polvere e zucchero. Insomma, del fungo ipogeo nemmeno l’ombra…</p>
<p>E allora per sorprendervi vi daremo <strong>la ricetta di un tartufo gelato che contiene tra gli ingredienti proprio la tuberacea in carne ed ossa</strong>!</p>
<p>A proposito di ingredienti (per 1 persona), eccoli:</p>
<ul>
<li>6 decilitri di latte</li>
<li>5 decilitri di crema</li>
<li>600 grammi di zucchero</li>
<li>14 tuorli d’uovo</li>
<li>4 decilitri di sugo al tartufo</li>
<li>100 grammi di tartufi estivi tagliati finemente</li>
<li>Stecchini di cioccolato (reperibili in qualsiasi drogheria)</li>
</ul>
<p>Procedete così:<br />
Mescolate i tuorli e lo zucchero in una pentola e fate bollire il latte in un’altra pentola.<br />
Mixate lentamente i due composti e riscaldate a circa 80° finché inizia a rapprendersi.<br />
Setacciate.<br />
Aggiungete i tartufi e fate riposare per 15 minuti.</p>
<p>Passate a questo punto alla crema: in una terrina mettete 2 tuorli e 1 chiara d’uovo, aggiungete 4 cucchiai di zucchero, mescolate bene e aggiungete molto lentamente 2 cucchiai rasi di farina setacciata.<br />
Mescolate con cura e mettete il tutto in pentolino dove avrete fatto scaldare 400gr di latte.<br />
Mettete sul fornello a fuoco bassissimo mescolando costantemente.<br />
Quando inizia a rapprendere continuate a mescolare per 5 minuti circa e togliete dal fuoco, continuate a mescolare ancora un po’ anche dopo.</p>
<p>Alla crema così ottenuta aggiungete il sugo di tartufi e la mistura di tartufi, fate gelare e quando è ben fredda (ma non ghiacciata) mettete nella gelatiera (o in alternativa in congelatore mescolando ogni 6-7 minuti).</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cremoso al cioccolato con tartufo bianco: la proposta stellata!</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>E chiudiamo questo trittico a base di tartufo dolce con la proposta degli chef Luigi Batzella e Marco Tamagnone del ristorante “Da Gigi” a Milano.</p>
<p>Per realizzarla occorrono:</p>
<p><strong>1. Per la MOUSSE AL CIOCCOLATO:</strong></p>
<ul>
<li>370 gr cioccolato 70%</li>
<li>8 cucchiai caffè</li>
<li>6 cucchiai cognac</li>
<li>4 albumi montati a neve</li>
<li>10 tuorli d’uovo montati con 180 gr di zucchero</li>
<li>200 gr panna montata</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. Per il CRUMBLE:</strong></p>
<ul>
<li>100gr burro</li>
<li>50 gr cocco in polvere</li>
<li>30 gr farina</li>
<li>100gr zucchero</li>
<li>50 gr farina di mandorle</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Per la GANACHE:</strong></p>
<ul>
<li>250 gr cioccolato fondente</li>
<li>100gr panna</li>
</ul>
<p>Per preparare la mousse si montano i tuorli e li si aggiunge al cioccolato fondente, al cognac, al caffè, alla panna montata e in ultimo agli albumi anch’essi montati.<br />
Per il crumble bisogna sciogliere il burro e aggiungerlo agli altri ingredienti (il cocco, le due farine, e lo zucchero) e far cuocere in forno su di una teglia a 180°C fino a farlo colorire.<br />
Per ganache si dovrà bollire la panna aggiungendo il cioccolato e versando in una teglia.</p>
<p><strong>Una volta raffreddata si comporrà il piatto e si aggiungeranno scaglie di <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-bianco-pregiato/">tartufo bianco</a></span> fresco.</strong></p>
<p>Ed ecco a voi servite tre ricette di tartufo dolce da leccarsi i baffi, un <a href="https://www.ilvecchioforno.com/">prodotto da forno</a> semplice e veloce !</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Hamburger con tartufo nero e uova</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/hamburger-con-tartufo-nero-e-uova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 17:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo bianco]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo nero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=3191</guid>

					<description><![CDATA[<p><span class="st">Un piatto semplice ma ottimo per assaporare il tartufo nero con della carne di qualità<br />
</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529028767650"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Hamburger di Fassona Piemontese con tartufo nero, una ricetta semplice da realizzare che esalta il gusto del tartufo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529025714636"><div class="wpb_column column_container col-sm-3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Ingredienti</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<ul>
<li>1 hamburger</li>
<li>1 uovo</li>
<li>1 tartufo nero da circa 20 grammi</li>
<li>olio extra vergine di oliva</li>
</ul>

                            </div></div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-9"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Preparazione</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<p>Per cominciare occorre scaldare una padella antiaderente da utilizzare per la cottura degli hamburger, una volta calda farli cuocere per circa 3 minuti per ogni lato.</p>
<p>Ungere un padellino con l&#8217;olio extra vergine di oliva e far friggere le uova, durante la cottura grattare alcune scaglie di tartufo nero.</p>
<p>Una volta cotto l&#8217;uovo sistemarlo sull&#8217;hamburger, aggiungere ulteriore tartufo nero e il vostro hamburger è pronto!</p>

                            </div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1536137526538 vc_row-has-fill"><div class="wpb_column column_container col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<div class="block-quote">
<p class="desc">Abbinamento</p>
<h3 class="title14 text-uppercase font-bold">Molecola</h3>
</div>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Bagna cauda con tartufo</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/bagna-cauda-con-tartufo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 15:51:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo bianco]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo nero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2871</guid>

					<description><![CDATA[<p><span class="st">La </span>bagna cauda è un piatto tipico piemontese, scopriamo la ricetta con l'utilizzo dei tartufi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529028767650"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>La <a href="https://www.gitefuoriportainpiemonte.it/bagna-cauda-storia-ricetta-e-tradizioni/"><strong>bagna cauda</strong></a> è una specialità gastronomica tipica del <a href="https://www.gitefuoriportainpiemonte.it/">Piemonte</a> in particolare della zona delle Langhe, Roero e Monferrato.</p>
<p>Questo piatto si consuma intingendo vari tipi di verdure di stagione sia crude che cotte come cipolle,foglie di cavolo,barbabietele,patate,topinanbur,ravanelli e sedano ed è una ricetta tipicamente invernale.<br />
La bagna cauda viene spesso consumata in compagnia di amici e parenti, è un piatto molto conviviale e già anni fa si usava cenare in compagnia intingendo le verdure in un&#8217;unico recipiente posto al centro della tavola. Tuttavia per comodità si usano delle piccole ciotole in terracotta, chiamate fujot, con una fiamma sempre accesa per tenere la bagna cauda sempre calda.</p>
<p>La bagna caoda è un piatto molto sostanzioso e solitamente viene proposto come piatto unico.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529025714636"><div class="wpb_column column_container col-sm-3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Ingredienti</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<ul class="list-none single-list-link">
<li>2oo gr. di burro</li>
<li>1 testa d’aglio a persona</li>
<li>6 aggiughe salate</li>
<li>tartufo</li>
<li>1 bicchiere d&#8217;olio</li>
<li>sale</li>
</ul>

                            </div></div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-9"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Preparazione</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<p class="western" align="left">Mettere l&#8217;aglio tritato finemente in un tegame con l&#8217;olio e il burro, insaporirlo appena sul fuoco.<br />
Ritirare quando l&#8217;aglio sarà ancora bianco e aggiungervi le aggiughe lavata e spinate, riducendole a poltiglia.<br />
Condire con sale e <strong>fettine di tartufo</strong> e portare in tavola sopra un fornelli che deve rimanere sempre acceso.<br />
Esistono diverse varianti tra cui una senza l&#8217;utilizzo di aglio.</p>

                            </div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1536137526538 vc_row-has-fill"><div class="wpb_column column_container col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<div class="block-quote">
<p class="desc">Abbinamento</p>
<h3 class="title14 text-uppercase font-bold">Barbera</h3>
</div>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/bagna-cauda-con-tartufo/">Bagna cauda con tartufo</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Costoletta alla valdostana con tartufo</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/costoletta-alla-valdostana-con-tartufo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 11:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo bianco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2419</guid>

					<description><![CDATA[<p><span class="st">Le <strong>costolette alla Valdostana con tartufo </strong>(anche dette <strong>cotolette alla valdostana con tartufo</strong>), sono uno dei piatti più antichi della tradizione della Valle d'Aosta.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/costoletta-alla-valdostana-con-tartufo/">Costoletta alla valdostana con tartufo</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529028767650"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span class="st">Le <strong>costolette alla Valdostana con tartufo </strong>(anche dette <strong>cotolette alla valdostana con tartufo</strong>), sono uno dei piatti più antichi della tradizione della Valle d&#8217;Aosta.</span></p>
<p>La carne utilizzata per questa preparazione è la costoletta (o cotoletta) di vitello che verrà farcita con la fontina (un prodotto tipico del territorio), il prosciutto crudo e il tartufo bianco, infine serviranno gli ingredienti per la panatura: pane grattugiato, farina e uovo.</p>
<p><span class="st">Molte sono le varianti di questa sorta di <em>cordon bleu</em> tipico della cucina regionale della <b>Valle d&#8217;Aosta</b>, ma quella che vi propioniamo in questa ricetta, naturalmente, prevede l&#8217;aggiunta di alcune lamelle di <strong>tartufo bianco</strong> che daranno un&#8217;inconfondibile sapore alla pietanza ed un sapore intenso che racchiude in sé tutta l’essenza della Valle d’Aosta.<br />
</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529025714636"><div class="wpb_column column_container col-sm-3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Dosi per 6 persone</h3>
<p class="desc"><em>Preparazione: 20 minuti</em></p>

		</div>
	</div>

	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Ingredienti</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<ul class="list-none single-list-link">
<li>6 costolette di vitello</li>
<li>6 fette di prosciutto crudo</li>
<li>6 fette di fontina</li>
<li>6 fette di tartufo bianco</li>
<li>burro</li>
<li>farina</li>
<li>uovo</li>
<li>pangrattato</li>
<li>pepe e sale q.b.</li>
</ul>

                            </div></div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-9"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Preparazione</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<p class="western" align="left">Tagliare le costolette lungo lo spessore tenendole unite da una parte, batterle leggermente, quindi inserire internamente una fetta di prosciutto, una di fontina e una di tartufo. Congiungere bene i bordi delle costolette, passatele nella farina, nell&#8217;uovo battuto con un pizzico di sale e nel pangrattato. Friggetele nel burro caldo a fuoco basso e toglierle solamente quando risulteranno ben dorate. Servitele ben calde</p>
<p align="left">Da provare anche l&#8217;alternativa con carne di <a href="https://www.carnegustomadre.com/carne-gallega/">Vacca Vecchia Galiziana</a></p>

                            </div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1552129459583 vc_row-has-fill"><div class="wpb_column column_container col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<div class="block-quote">
<p class="desc">Abbinamento</p>
<h3 class="title14 text-uppercase font-bold">Barbera Doc</h3>
</div>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/costoletta-alla-valdostana-con-tartufo/">Costoletta alla valdostana con tartufo</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Raviolone al seirass, tuorlo d&#8217;uovo e tartufo bianco</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/raviolone-al-seirass-tuorlo-duovo-e-tartufo-bianco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 06:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo bianco]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo nero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2973</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una ricetta che abbina uovo e tartufo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/raviolone-al-seirass-tuorlo-duovo-e-tartufo-bianco/">Raviolone al seirass, tuorlo d&#8217;uovo e tartufo bianco</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529028767650"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>A soli tre chilometri da <strong>Moncalvo</strong> &#8211; una delle capitali del tartufo bianco piemontese -, immerso nel verde delle colline del Monferrato, il <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.ilborgodicioccaro.it/"><strong>Relais Il Borgo di Cioccaro</strong></a></span> è un luogo in cui il tempo sembra trascorrere a una velocità diversa.<br />
Frutto della ristrutturazione attenta e rispettosa di un antico borgo rurale, con le sue undici stanze, i due mini-appartamenti e il ristorante, recentemente aperto anche agli ospiti esterni, il Relais il Borgo è un piccolo e delizioso albergo diffuso in cui vivere e assaporare la vera ospitalità piemontese.</p>
<p>E Moncalvese Doc è <strong>Pier Mario Monzeglio</strong>, lo Chef del Relais il Borgo che, in esclusiva per Piemonte Tartufi, regala una ricetta per esaltare e gustare il tartufo in tutto il suo splendore.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529025714636"><div class="wpb_column column_container col-sm-3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Ingredienti</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<p>ingredienti per 4 persone</p>
<p><strong>PER LA PASTA</strong></p>
<ul>
<li>200 grammi di farina di semola</li>
<li>6 tuorli d’uovo</li>
</ul>
<p><strong>PER IL RIPIENO<br />
</strong></p>
<ul>
<li>120 grammi di seirass fresco</li>
<li>1 cucchiaio di parmigiano reggiano</li>
<li>4 tuorli d’uovo</li>
<li>Sale e pepe qb.</li>
<li>Burro di malga morbido</li>
</ul>

                            </div></div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-9"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Preparazione</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<p class="western" align="left">Formare una fontana con la farina di semola, unire i tuorli d’uovo e procedere all’impasto. Una volta che la pasta risulterà elastica e morbida, fare una palla, ricoprirla con la pellicola trasparente e riporre in frigorifero a riposare.<br />
Preparare il ripieno: in una terrina unire seirass, parmigiano, sale e pepe e mescolare fino a quando il composto non sarà cremoso.<br />
Stendere la pasta all’uovo a uno spessore di circa 2 millimetri e tagliarla in dischi con un coppapasta, quindi con un sac à poche distribuire la crema di Seirass e parmigiano sulla pasta disegnando un anello di circa 5 centimetri di diametro. Al centro, appoggiare delicatamente un tuorlo d’uovo. Richiudere il raviolone con un altro disco di pasta e sigillare bene i bordi con i rebbi di una forchetta.<br />
Far cuocere i ravioloni in abbondante acqua salata per 3 o 4 minuti. Nel frattempo, in una padella sciogliere abbondante di burro di malga morbido, badando che non diventi color nocciola. Scolare con un mestolo forato i ravioloni e farli saltare delicatamente nel burro. Posizionare con attenzione un raviolo in ogni piatto e impreziosirlo con una grattata – a piacere – di tartufo bianco.</p>
<p align="left">Ricetta proposta anche da <a href="https://www.pastafrescadomodossola.it/">Pasta Fresca Domodossola</a></p>

                            </div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1536137526538 vc_row-has-fill"><div class="wpb_column column_container col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<div class="block-quote">
<p class="desc">Abbinamento</p>
<h3 class="title14 text-uppercase font-bold">Barbera</h3>
</div>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/raviolone-al-seirass-tuorlo-duovo-e-tartufo-bianco/">Raviolone al seirass, tuorlo d&#8217;uovo e tartufo bianco</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cucine di un tempo, tartufi e tradizione locale</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/tartufi-cucina-tradizione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 10:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2411</guid>

					<description><![CDATA[<p align="justify">La cucina tradizionale Piemontese trova nei cosiddetti piatti poveri di origine contadina, la sua forma prediletta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/tartufi-cucina-tradizione/">Cucine di un tempo, tartufi e tradizione locale</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>La cucina tradizionale nei diversi luoghi d’Italia, trova nei cosiddetti piatti poveri di origine contadina, la sua forma prediletta, vale per il Piemonte, come per la Campania e l’Umbria, ma più in generale per tutte le Regioni italiane.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >I preparati artigianali</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Cosa occorre per realizzare questi “<em>piatti della tradizione</em>”? Principalmente degli ingredienti naturali che vanno lavorati a mano, e qui entra in gioco un prodotto che anche quando coltivato deve rispettare la natura altrimenti non cresce e non si sviluppa, ovviamente parliamo del tartufo.<br />
Una delle basi su cui si fonda la <strong>cucina piemontese</strong> è appunto il <strong>tartufo</strong>, che può essere raccolto o coltivato nelle sue diverse varietà.<br />
Non è esagerato quando si parla di tradizione culinaria, nominare il tartufo tra le eccellenze gastronomiche, perché dalla tradizione stessa vengono estrapolate ricette moderne che trovano fondamento nella storia locale e nelle variazioni della stessa.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Il tartufo come cibo nella storia</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong>I tartufi neri sopportano meglio la cottura</strong> rispetto al tartufo bianco pregiato, che in linea generale (ma non sempre e a seguire lo vedremo) anche nella tradizione, viene affettato a crudo direttamente sul piatto cucinato, e ovviamente il tartufo viene tagliato direttamente davanti al commensale per via del fatto che il calore del cibo va a favorire la fuoriuscita delle molecole odorose, che hanno un aroma molto intenso.</p>
<p><strong>Il tartufo bianco pregiato</strong> però viene impiegato anche in altri modi, con costi più elevati, lo si può scegliere in cottura o nei ripieni, sapendo però che la cottura tende a bruciare gli aromi non garantendo i migliori risultati nel gusto.<br />
Inoltre il tartufo bianco pregiato può essere impiegato anche nelle mantecature delle salse (sempre bianche) per guarnire:</p>
<ul>
<li>paste (come i rinomati <a href="https://www.piemontetartufi.it/tagliolini-al-tartufo-bianco/"><span style="color: #7b9c2b;">tagliolini al tartufo</span></a>)</li>
<li>risotti</li>
<li>polenta (come nella nostra ricetta <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/polenta-consa-a-la-piemonteisa/">Polenta concia alla Piemontese</a></span>)</li>
</ul>
<p>che siano a base di burro fuso e creme realizzate con l’impiego di vari formaggi.<br />
La ricetta per questo preparato prevede ad un certo punto di spegnere il fuoco andando a mescolare al condimento le rifilature, gli angoli, e in generale le parti più piccole che non si riescono ad affettare (così da impiegare ogni parte del prezioso e raro fungo), tutte queste parti andranno triturate.<br />
Si capisce che anche nella tradizione gastronomica, la cottura diretta che usufruisce di calde temperature è stata sempre esclusa per il tartufo bianco, perché ne depotenzia le caratteristiche estrinseche.<br />
<strong>Vanno evitate quindi</strong>:</p>
<ul>
<li>rosolature</li>
<li>soffritti</li>
<li>fritture</li>
<li>umidi</li>
<li>impieghi in forno</li>
</ul>
<p>il<strong> calore tende ad asciugare il tartufo bianco</strong> togliendo ad esso di tutti gli aromi.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h2 style="font-size: 20px;color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left;font-family:Merriweather;font-weight:700;font-style:normal" class="vc_custom_heading" >Tartufo assieme ad altri ingredienti</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Restando sul tartufo bianco, questo non dovrebbe essere accoppiato ad altri ingredienti che ne depotenzino l’aroma, si è detto che va affettato o tritato e poi posto sul piatto fumante, come anche oggi avviene, quindi se impiegato come <strong>aromatizzante del piatto</strong> questo è l’unico modo in cui può venir utilizzato.<br />
Il <strong>tartufo bianco non regge comprimari invadenti</strong> ed eccessivamente marcati quali il formaggio, che resta comunque fondamentale al fine di insaporire paste o risotti. In quest’ultimo caso il tartufo non va grattugiarlo sul piatto, ma, impiegato nella fase di mantecatura o per realizzare la salsa per il condimento.<br />
Il tartufo in tal senso e per tale impiego associato ad altri sapori forti quali lo sono quelli del formaggio, è paragonabile ad altri ingredienti di tipo aromatico e/o speziato quali:</p>
<ul>
<li>zafferano</li>
<li>basilico</li>
<li>erbe aromatiche</li>
<li>spezie</li>
</ul>
<p>accostare questi elementi ad altri sapori e odori necessita di lavorazioni culinarie specifiche, in sostanza devono essere incorporati nella cottura per regalare al piatto il gusto che merita, evitando di aggregarli a crudo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h2 style="font-size: 20px;color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left;font-family:Merriweather;font-weight:700;font-style:normal" class="vc_custom_heading" >Sapori della tradizione culinaria</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Fin qui abbiamo osservato il tartufo bianco pregiato e rimanendo su quest’ultimo bisogna dire che alcuni piatti della tradizione e attualmente ancora preparati in vari luoghi d’Italia, ma il destino del tartufo più pregiato e più costoso del mondo è quello di unirsi perfettamente con i piatti più essenziali e semplici della <strong>tradizione culinaria popolare</strong> della nostra penisola, e di questi in realtà si è parlato solo parzialmente fin qui.<br />
In passato ad esempio i contadini che trovavano dei tartufi e non trovavano il modo di venderli, sceglievano di impiegarli affettati sulle uova o sulle zuppe appena preparate, magari sulle paste che venivano preparate attraverso condimenti “poveri”, oppure li cuocevano lievemente sulla pietra del camino calda, ponendo la cenere sopra di essi, come era prassi fare per gli antichi Romani.<br />
La prassi di cuocere i tartufi sotto la cenere venne applicata in passato, esattamente nel XVI secolo, anche alle patate giunte dall’America in Italia, visto che era uso farlo per i tartufi, praticamente da sempre, le patate vennero “trattate” nel medesimo modo.<br />
I piatti della tradizione gastronomica un tempo considerati poveri, in quanto basati su materie prime semplici e consumabili da tutti quali:</p>
<ul>
<li>pane</li>
<li>uova</li>
<li>cereali</li>
<li>legumi</li>
<li>vegetali (anche spontanei raccolti in campi aperti)</li>
</ul>
<p>venivano associati a questa prelibatezza che è il tartufo, e questi piatti potevano contare su ulteriori ingredienti anch’essi molto pregiati, tra di essi spiccavano:</p>
<ul>
<li>olio extravergine d’oliva</li>
<li>pecorino</li>
</ul>
<p>e al centro il <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-bianco-pregiato/">tartufo bianco pregiato</a></span>, il <strong>tuber magnatum Pico</strong> che come noto matura da ottobre a dicembre. Ovviamente nel corso del tempo si sono avvicendate una serie di modifiche ai piatti poveri e pieni di gusto della tradizione, che oggi possiamo gustare nei luoghi della tradizione di raccolta e coltivazione del tartufo, tra questi la città di Alba ma non solo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/tartufi-cucina-tradizione/">Cucine di un tempo, tartufi e tradizione locale</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Olio al tartufo: come acquistarlo o in alternativa come prepararlo</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/olio-al-tartufo-prepararlo-acquistarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 16:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2483</guid>

					<description><![CDATA[<p align="justify">Olio al tartufo: come acquistarlo o in alternativa come prepararlo<b><br />
</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/olio-al-tartufo-prepararlo-acquistarlo/">Olio al tartufo: come acquistarlo o in alternativa come prepararlo</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Gli estimatori del <strong>tartufo</strong> lo sanno: questo fungo ipogeo <strong>ha una stagione di maturazione piuttosto corta e obbligata, il bianco non è coltivabile</strong> (dunque nasce solo spontaneamente) e non attecchisce se non con precise condizioni ambientali nelle sue aree di provenienza, per cui, se proprio lo si vuole adoperare fuori stagione oppure in zone lontane da quelle di origine, è necessario ricorrere a prodotti conservati o succedanei, tra cui l’olio al tartufo.</p>
<p>Prima di concentrarsi su come fare l’olio al tartufo in casa e su alcune gustose ricette con olio al tartufo che permettono di esaltare questo prodotto, precisiamo un paio di cose.</p>
<p>La prima è che si tratta di <strong>olio tartufato</strong> e non di <em>“prezzemolino ogni minestra”</em>, per cui <strong>va adoperato con parsimonia e solo per certe preparazioni</strong>, mentre soprattutto negli anni Novanta se n’è registrato un uso indiscriminato e spesso totalmente errato.</p>
<p>La seconda considerazione è che <strong>spesso si spende non poco per acquistare prodotti di dubbia qualità</strong>, quali sono la gran parte degli oli tartufati in commercio, <strong>realizzati con olio scadente corretto con aromi di sintesi</strong>.<br />
Per cui, se proprio vogliamo acquistare il prodotto da scaffale, <strong>dobbiamo per lo meno accertarci che la materia prima di base sia di qualità elevata</strong>.</p>
<p>Approfondiamo a tal proposito il discorso in merito agli aromi adoperati&#8230;</p>
<p><strong>La cosa migliore è scegliere un olio di tartufo che contenga un aroma naturale di buona qualità</strong>, cui magari sia stato aggiunto anche del tartufo vero attraverso processi di infusione.</p>
<p>Tuttavia, il <em>bismetiltiometano</em>, che è il componente chimico gassoso che conferisce al tartufo il classico aroma/sapore, è presente naturalmente anche in altre sostanze come le teste dei gamberi, i legumi, e perfino il petrolio.</p>
<p>È chiaro che da un punto di vista psicologico è più “rassicurante” leggere in confezione aroma naturale, sapendo che appunto la provenienza è gastronomica (accanto ai sapori già menzionati anche aglio, fungo, miele), che non aroma di sintesi, ricreato con procedimenti chimici a partire da matrici diverse – in cui comunque il bismetiltiometano è presente in natura – come il petrolio!!!<br />
Anche se dal punto di vista chimico le molecole non hanno memoria e, tecnicamente parlando, non c’è differenza tra il bismetiltiometano estratto dal tartufo, dal gambero o dal petrolio.</p>
<p>Dunque, il primo consiglio è di imparare a leggere correttamente le indicazioni.</p>
<p>Per legge, si adoperare la dicitura<strong> aromi naturali quando almeno il 95% di essi sono estratti</strong>, per distillazione o con solventi di vario genere, <strong>da prodotti vegetali o animali</strong>.<br />
<strong>Se, nel caso specifico, si adopera il tartufo si parla di aromi FTNF</strong> (from the name fruit).<br />
<strong>Se si utilizzano altre matrici (come le citate teste di gambero)</strong> si può comunque scrivere <strong>aroma naturale</strong>.<br />
<strong>Se si adoperano matrici come il petrolio si è obbligati ad utilizzare il termine generico di aroma.</strong></p>
<p>Il secondo consiglio è di imparare a dosare l’olio al tartufo: ½ cucchiaino da caffè in finitura, o 1 cucchiaino per condire sono più che sufficienti!</p>
<p>Se invece non siamo convinti della qualità dei prodotti a scaffale, possiamo provvedere a realizzarlo con le nostre mani…</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Come fare l'olio al tartufo</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong>La versione base è abbastanza semplice, e richiede come ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li><strong>1 tartufo nero</strong></li>
<li><strong>500 ml di olio extravergine d&#8217;oliva</strong></li>
</ul>
<p>Per la preparazione:</p>
<ul>
<li>sfregate delicatamente il tartufo con un canovaccio leggermente umido</li>
<li>eliminate eventuali residui terrosi con una piccola spazzola</li>
<li>col taglia-scaglie affettate il tartufo</li>
<li>ponete le scaglie in una bottiglia di vetro</li>
<li>versate l&#8217;olio</li>
<li>chiudete la bottiglia e conservatela in un luogo asciutto e al riparo dalla luce per circa 15 giorni.</li>
</ul>
<p>Trascorso questo lasso di tempo, l&#8217;olio al tartufo potrà essere adoperato.</p>
<p>Per ottenere un buon prodotto adottate qualche accorgimento:</p>
<ul>
<li>utilizzate un olio extravergine d&#8217;oliva di prima qualità</li>
<li>propendete per il tartufo nero, più comune e meno costoso, perché decidere di preparare un olio al tartufo bianco sarebbe “uno spreco”, e nell’ultimo paragrafo vi spiegheremo il perché</li>
<li>maneggiate il tartufo con delicatezza per evitare di rovinarlo.</li>
</ul>
<p>L&#8217;olio al tartufo ottenuto si può utilizzare sulle bruschette, per condire la pasta, per cucinare le uova, per dare un sapore particolare a risotti, zuppe, per aromatizzare un secondo di carne, etc.</p>
<p><strong>Esistono comunque numerose varianti</strong> alla ricetta base che vi abbiamo fornito. Una di queste la riportiamo dal blog di giallo zafferano, che aggiunge agli immancabili <strong>olio evo e tartufo nero anche 2 peperoncini secchi</strong> (se gradite il gusto piccante).</p>
<p>In questo caso viene suggerito a fine preparazione di chiudere ermeticamente il barattolo e metterlo a riposare al buio per una settimana, per poi filtrarlo con un colino a doppia maglia e cospargerlo su un filetto aggiungendo, oltre all’olio, anche le scaglie prelevate dalla bottiglia e delle noci.</p>

		</div>
	</div>
<h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Ricette con olio al tartufo</h3></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_inner"><div class="wpb_column column_container col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>E adesso deliziamoci con una ricetta, tra le molte possibili: un <strong>risotto con olio al tartufo, arricchito con carciofi</strong>.</p>
<p>Per 4 persone occorrono:</p>
<ul>
<li>1 litro di brodo vegetale</li>
<li>400 g di carciofi (circa 4 teste)</li>
<li>320 g di riso carnaroli</li>
<li>30 g di burro</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco fermo</li>
<li>1 scalogno</li>
<li>olio extra vergine di oliva al tartufo bianco q.b.</li>
<li>sale e pepe q.b.</li>
<li>succo di limone q.b.<span style="font-size: medium;"><br />
</span></li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<div class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="700" src="https://www.piemontetartufi.it/wp-content/uploads/2018/09/slide1.png" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="Risotto con tartufi" srcset="https://www.piemontetartufi.it/wp-content/uploads/2018/09/slide1.png 1920w, https://www.piemontetartufi.it/wp-content/uploads/2018/09/slide1-300x109.png 300w, https://www.piemontetartufi.it/wp-content/uploads/2018/09/slide1-768x280.png 768w, https://www.piemontetartufi.it/wp-content/uploads/2018/09/slide1-1024x373.png 1024w, https://www.piemontetartufi.it/wp-content/uploads/2018/09/slide1-600x219.png 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Si comincia preparando il brodo vegetale: 1 litro di acqua, una carota, una costa di sedano, 2 cipolle rosse, e una bollitura di almeno 20 minuti.<br />
Poi si puliscono i carciofi, togliendo le foglie esterne, pelando i gambi provati della parte più filamentosa.<br />
Si tagliano a cubetti, si dividono i cuori a metà, privandoli della barbetta e riducendoli in quattro, e si ripongono in un contenitore con acqua e succo di limone.<br />
Si trita lo scalogno, lo si mette in padella e lo si fa soffriggere nell’olio extra vergine al tartufo per qualche minuto.<br />
Si unisce un mestolo di brodo vegetale, i gambi dei carciofi, e si fa cuocere per circa 10 minuti.<br />
Si aggiunge altro brodo e il resto dei carciofi, facendo in modo che non si asciughi eccessivamente.<br />
A cottura ultimata si sala e pepa.<br />
Si versa dentro la padella il riso, lo si tosta per un paio di minuti e lo si sfuma con il vino bianco, aggiungendo il brodo poco alla volta, e mescolando continuamente.<br />
Quando il riso sarà quasi cotto, si fa ritirare il liquido in eccesso.<br />
A fuoco spento si manteca il risotto con il burro e si serve ben caldo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h2 style="font-size: 20px;color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left;font-family:Merriweather;font-weight:700;font-style:normal" class="vc_custom_heading" >Olio di tartufo sì o no?</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>La domanda nasce da due constatazioni.</p>
<p>Il risultato ottenuto preparando l’olio aromatizzato al tartufo in casa potrebbe “deludervi”: è vero, infatti, che l’olio assorbe sapore e aroma del tartufo ma solo in minima parte e, <strong>per avere una presenza davvero incisiva nel piatto, bisognerebbe utilizzare dosi molto abbondanti di olio. E diciamo che sia a livello nutrizionale che gustativo non sarebbe una gran soluzione</strong>, anche perché trattandosi di un gas è facile immaginare come poi esso venga espulso dal corpo umano!</p>
<p>In secondo luogo, con il calore il bismetiltiometano tende a volatilizzarsi maggiormente, per cui<strong> l’olio tartufato andrebbe utilizzato solo a finitura e per condimento, non certo in fase di cottura.</strong><br />
E questo, se si aggiunge alla preziosità (e al costo) della materia prima ci induce a ritenere che è meglio preparare l’olio al tartufo in casa che non acquistarlo al supermercato, ma anche che <strong>non si tratta di un modo che permette di massimizzare e valorizzare realmente l’amato fungo ipogeo!</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/olio-al-tartufo-prepararlo-acquistarlo/">Olio al tartufo: come acquistarlo o in alternativa come prepararlo</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Uovo al tartufo: storia, ricetta e accorgimenti</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/uovo-al-tartufo/</link>
					<comments>https://www.piemontetartufi.it/uovo-al-tartufo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 15:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2522</guid>

					<description><![CDATA[<p align="justify">Una delle ricette piu apprezzate per esaltare il gusto del tartufo.<b><br />
</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/uovo-al-tartufo/">Uovo al tartufo: storia, ricetta e accorgimenti</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>L’uovo al tegamino, altrimenti detto <em>&#8220;a occhio di bue&#8221;</em>, è uno di quei classici salva-cena che si improvvisano quando il frigo langue, il tempo scarseggia, e lo stomaco chiama: tuttavia, non solo si tratta di una <strong>ricetta</strong> nient’affatto semplice, ma è possibile nobilitarla con la variante assai più chic e d’effetto dell’<strong>uovo tartufato</strong>.</p>
<p>La <a href="https://www.piemontetartufi.it/storia-del-tartufo/"><span style="color: #7b9c2b;">storia del tartufo</span></a> risale al 1600-1700 a.C., e anche i Greci (Plutarco, Plinio il vecchio, Giovenale, Apicio) ne parlavano (e lo apprezzavano) ampiamente.<br />
Dimenticato nel Medioevo, nel Rinascimento non solo tornò alla ribalta ma si impose come la pietanza più raffinata in assoluto: il nero pregiato conquistò le mense dei signori francesi tra il XIV e il XV secolo, mentre in Italia in quel periodo si stava affermando il tartufo bianco.<br />
Nel ‘700, il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le corti europee una prelibatezza: Camillo Benso di Cavour lo utilizzò come strumento diplomatico; Gioacchino Rossini lo definì “<em>il Mozart dei funghi</em>”; Lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il profumo lo aiutasse a destare la sua creatività; per Alexandre Dumas era il “<em>Sancta Santorum della tavola</em>”; il naturalista Carlo Vittadini, nel 1831 gettò le basi dell’idnologia, ovvero la scienza che si occupa dello studio dei tartufi, descrivendone ben 51 specie diverse.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Come preparare l’uovo tartufato</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>L’abbinamento tra <strong>uovo e tartufo</strong> è ormai considerato uno dei più prestigiosi della cucina.</p>
<p>La ricetta richiede pochi ingredienti e il procedimento è piuttosto semplice: è proprio per questo che <strong>l’uovo al tartufo bianco </strong>può trarre in inganno, giacché come per tutti i piatti “basici” <strong>richiede ingredienti di primissima qualità</strong> e una rigorosa osservanza dal punto di vista tecnico.</p>
<p>Per prepararlo sono necessari:</p>
<ul>
<li>15-20 grammi di tartufo</li>
<li>2 uova</li>
<li>1 noce burro</li>
<li>q.b. sale</li>
</ul>
<p>Occorrono in tutto 10 minuti, di cui 5 di preparazione e 5 di cottura.</p>
<p>In un tegame sciogliamo a fiamma media una noce di burro con una grattata di pepe macinata al momento.<br />
Apriamo le uova in un piatto e versiamole in padella prima che il burro cominci a friggere e a scurirsi.<br />
Cuociamo a fiamma bassa, lasciando il tuorlo liquido e il bianco leggermente croccante sui bordi.<br />
Impiattiamo con un pizzico di sale e aggiungiamo delle sottili lamelle di tartufo.<br />
Gustiamolo subito, evitando che si raffreddi.</p>
<p>Sembra tutto molto semplice, e in effetti lo è, perché la parte “complessa” sta prima, e consiste nel fare un’ottima spesa!<br />
Le uova devono essere chiaramente freschissime, meglio se biologiche e provenienti da galline allevate a terra.</p>
<h3>Uova al tartufo bianco o uova al tartufo nero?</h3>
<p>Anche la scelta del tartufo è di fondamentale: è chiaro che il non plus ultra sarebbe il <a href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-bianco-pregiato/"><span style="color: #7b9c2b;">tartufo bianco</span></a> d’Alba, ma vanno benissimo anche il Nero pregiato, lo <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-nero-estivo-tuber-aestivum-vittad/">Scorzone</a></span> estivo e il Nero uncinato, che non avendo un gran profumo da crudo è il meno indicato.</p>

		</div>
	</div>
<h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Attenzione a questi errori nella preparazione delle uova con tartufo</h3>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Anche la preparazione, come visto, è piuttosto semplice, ma tuttavia non è esente da errori tecnici.</p>
<p>Il primo potrebbe riguardare la scarsa pulizia del tartufo: per una procedura corretta è necessario adoperare un filo di acqua fredda (al massimo tiepida), e una spazzola da adoperare abbastanza delicatamente.<br />
In caso di residui di terra tra le fessure, è possibile rimuoverle con la punta arrotondata di un coltello.<br />
Se invece il tartufo è ricoperto di terra, abbiate l’accortezza di immergerlo prima in una bacinella di acqua fredda per 1 minuto, e solo dopo che lo strato si sarà ammorbidito di procedere con la spazzola.</p>
<p>Bisognerebbe comunque evitare che la pelle del tartufo si stacchi, perché questo ne accelera il deterioramento.</p>
<p>Rammentate poi che il tartufo bianco è più delicato, mentre il nero è più difficile da pulire, perché il loro colore scuro tende a camuffare la terra.</p>
<p>Altro problema potrebbe consistere nello stracuocere l’uovo, o perché si adopera una fiamma troppo alta (in questo caso l’albume sarà quasi bruciato e il tuorlo ancora liquido), oppure perché si prolunga eccessivamente la cottura (per cui anche il tuorlo si solidifica).</p>
<p>Ultima questione, il <strong>dosaggio</strong> del tartufo nell’<strong>uovo al tegamino con tartufo</strong>: il rapporto corretto tra le due componenti deve essere di circa 10 grammi di tartufo grattugiato per ogni uovo.</p>

		</div>
	</div>
<h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Uova al tartufo: un paio di accorgimenti</h3>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Leggendo la lista di ingredienti avrete notato che la parte grassa è conferita dal burro, ma perché visto che ormai è risaputo che l’olio extravergine d’oliva è più salutare?<br />
Perché in questo caso specifico la nota acida non esalterebbe al meglio il sapore del tartufo a crudo, soprattutto se di aroma delicato come il bianco Magnatum Pico.<br />
Com’è ovvio, anche in questo caso, il burro deve essere di ottima qualità, mentre è assolutamente bandita la margarina…</p>
<p>Sempre a proposito di grassi -che riescono ad esaltare il sapore del tartufo- è lecito chiedersi: formaggio sì formaggio no?<br />
La risposta è nì, visto che bisogna sempre considerare il tipo di formaggio da adoperare che, soprattutto se forte, rischia di coprire quello dell’amato fungo ipogeo. Un abbinamento che consigliamo e anche un&#8217;ottimo <a href="https://www.aziendaagricolascaglia.it/prodotto/hamburger-di-fassone-piemontese/">hamburger di Fassone Piemontese</a>.</p>
<p>Lo stesso dicasi per l’abbinamento coi vini: è necessario prediligere prodotti poco aromatici, caratterizzati da una bassa acidità.<br />
L&#8217;equilibrio col Soave è perfetto.<br />
Notevole anche l’accoppiata con le Bollicine: da provare con un Premium Class Bianco Frizzante, morbido e bilanciato.<br />
Se si preferiscono i rossi, banditi quelli troppo tannici e via libera invece al Nebbiolo Langhe e al Montepulciano d&#8217;Abruzzo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Uova al Tartufo (bianco di Alba) dello chef Enrico Crippa</h3><div class="vc_row wpb_row vc_inner"><div class="wpb_column column_container col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Se finora abbiamo asserito che le <strong>uova al tegamino con aggiunta di tartufo</strong> sono una ricetta tutto sommato semplice, che richiede però grandi materie prime, vediamo come in realtà la preparazione possa essere assai più complicata se ci mette lo zampino uno chef: si tratta di <em>Enrico Crippa</em> del Ristorante Piazza Duomo ad Alba, tre stelle Michelin!</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<div class="wpb_video_wrapper"><iframe loading="lazy" title="Uovo al tartufo: la ricetta di Enrico Crippa - Piazza Duomo Alba" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/PgSFeDttmDg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_inner"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>In questa versione il “semplice” burro si trasforma in <strong>burro nocciola aromatizzato</strong>, che può essere trovato in commercio anche col nome di burro chiarificato o burro “noisette”, oppure può essere fatto in casa. Ce ne vogliono 40 g, ai quali si aggiungeranno 4 foglie di salvia e 2 spicchi d’aglio.<br />
Andranno fatti scaldare tutti gli ingredienti, a fiamma molto bassa, fino a farli sfrigolare, diventando appunto color nocciola.</p>
<p>Un’aggiunta originale al piatto è una <strong>crema di acciughe</strong>, per la quale servono 150 g di crema di latte fresco e 20 g di acciughe dissalate.<br />
Queste ultime, sciacquate, e la crema di latte verranno scaldati in un pentolino a fiamma molto bassa. Sciolte le acciughe la crema andrà filtrata con un colino.</p>
<p>Si passa poi alla preparazione della salsa al tartufo nero: in un pentolino misceleremo 30 g di farina di tapioca e 400 g di acqua di tartufo nero e lasceremo bollire fino a far ridurre e addensare il tutto.</p>
<p>L’elemento più particolare è la <strong>sfoglia di coste bianche di bietola</strong>, che rappresenta pure il passaggio più complesso. Da 1 kg di coste di bietola ricaviamo dei cubetti che metteremo in un pentolino assieme a 200 g di burro fresco e 200 di acqua, facendo cuocere a puntino. Frulleremo fino ad una consistenza semiliquida, ne conserviamo un poco per l’impiattamento finale e metteremo il resto in forno ad asciugare per circa 5-6 ore tra 45° e 50°: ne risulterà una sfoglia molto simile ad un foglio di pasta.</p>
<p>Procediamo a questo punto con la cottura dell’uovo: in una padella antiaderente fondiamo 40 g di burro fresco e saliamo; adagiamo in padella l’uovo e facciamo cuocere lentamente senza che vi sia un eccessivo “sfrigolamento” (non deve bollire), ma fino a coagulazione dell’albume.</p>
<p>Concludiamo mettendo nel piatto uno strato di salsa di acciuga, uno di crema di coste di bietola, aggiungiamo qualche nocciola tostata e tritata, adagiamo l’uovo (eventualmente “coppato” con un coppapasta) sulla crema di salsa di acciughe, sull’uovo disponiamo una cucchiaiata di burro nocciola aromatizzato, aggiungiamo poi la salsa di tartufo e chiudiamo con abbondanti scaglie di tartufo bianco, realizziamo una cupola con la sfoglia di coste di bietola, altre scaglie di tartufo e qualche fogliolina di cerfoglio: ecco preparato un uovo tartufato di gran classe!</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Tartufo: proprietà, benefici e controindicazioni</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/tartufo-proprieta-benefici-e-controindicazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 11:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piemontetartufi.it/?p=2505</guid>

					<description><![CDATA[<p align="justify">Importante conoscere le proprietà ma sopratutto eventuali controindicazioni prima di mangiare tartufi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-proprieta-benefici-e-controindicazioni/">Tartufo: proprietà, benefici e controindicazioni</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Poiché vogliamo conoscere tutto, ma proprio tutto, di questo fungo ipogeo, analizziamo del tartufo <strong>proprietà e benefici, ma anche controindicazioni</strong>, di modo che il suo consumo possa sempre giovare non solo al nostro palato, ma a tutto quanto il nostro corpo…</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Tartufo: proprietà vere e presunte…</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Definito da alcuni anche “carne vegetale”, tra i benefici di questo alimento l’<strong>ottima quota proteica</strong>, che ammonta a <strong>6 grammi per ogni etto di prodotto</strong> (è chiaro tuttavia che a queste proteine non si abbinano tutti gli amminoacidi essenziali che sono invece tipici di quelle animali).</p>
<p><strong>A 8,40 g corrisponde il contenuto di fibre</strong>, importanti per la regolarità intestinale e per conferire sazietà, cosa quest’ultima che, assieme alla <strong>totale assenza di grassi e all’impatto calorico assai contenuto</strong>, lo rendono un prezioso alleato per quanti sono a dieta, o comunque devono tenere sotto controllo il peso corporeo, e per quelli che soffrono di colesterolo alto.</p>
<p>In particolare, i valori nutrizionali del tartufo corrispondono a:</p>
<table style="height: 116px;" width="386">
<tbody>
<tr>
<td>Calorie</td>
<td>31</td>
</tr>
<tr>
<td>Fibre</td>
<td>8.40</td>
</tr>
<tr>
<td>Acqua</td>
<td>75.80</td>
</tr>
<tr>
<td>Grassi</td>
<td>0.50</td>
</tr>
<tr>
<td>Carboidrati</td>
<td>0.70</td>
</tr>
<tr>
<td>Proteine</td>
<td>6.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Calcio</td>
<td>24.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Fosforo</td>
<td>62.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Ferro</td>
<td>3.50</td>
</tr>
<tr>
<td>Vitamina A</td>
<td>0.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Vitamina B1</td>
<td>0.05</td>
</tr>
<tr>
<td>Vitamina B2</td>
<td>0.09</td>
</tr>
<tr>
<td>Vitamina B3</td>
<td>2.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Colesterolo</td>
<td>0.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Alcol etilico</td>
<td>0.00</td>
</tr>
<tr>
<td>Saccarosio</td>
<td>0.70</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si evince dunque anche una quantità interessante di sali minerali: <strong>ricco</strong> in particolare <strong>di potassio</strong>, il tartufo regola il funzionamento delle cellule, del ritmo cardiaco, della funzionalità nervosa e del tono muscolare.</p>
<p>L’abbondante <strong>calcio</strong> invece è fondamentale per ossa e denti, mentre il <strong>fosforo</strong> aiuta la memoria e incrementa la quota energetica.</p>
<p>E se dovessimo dirvi di mangiare tartufi per mantenervi “eternamente giovani”, ridereste?<br />
Male, perché <strong>gli antiossidanti in esso contenuti combattono i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce</strong>.<br />
Questo, assieme alle <strong>proprietà elasticizzanti dovute alla stimolazione del collagene che esso esercita a livello epidermico</strong>, fanno guardare con interesse questo prodotto anche dalle case cosmetiche.<br />
Creme contenenti questo piccolo fungo sarebbero in grado di:</p>
<ol>
<li> schiarire macchie cutanee causate da accumuli di melanina (per lo stesso motivo l’uso ne sarebbe sconsigliato durante l’abbronzatura)</li>
<li> riparare i danni della pelle causati dall’acne, evitando gli effetti collaterali dei farmaci più tradizionali per la cura di quest’affezione</li>
<li>determinare un effetto tensore.</li>
</ol>
<p>Tuttavia si tratterebbe di un rimedio cosmetico per ricchi, considerano che il costo di un etto di tartufo è in media di 750 euro!</p>
<p>Ma il potere antiossidante di quest’alimento è stato studiato in relazione anche ad effetti, permetteteci di dirlo, più importanti: alcuni studi hanno dimostrato che le sostanze contenute in alcune tipologie <strong>sono in grado di contrastare determinate forme tumorali</strong>, di abbassare il livello di citotossicità di certe sostanze cancerogene, di prevenire l’ossidazione del ferro e, soprattutto, di stimolare la produzione di un ormone importante nella prevenzione del carcinoma al cervello e del tumore al seno.</p>
<p>E i benefici del tartufo non finiscono qui: lo pseudo-tubero favorisce la digestione; non contiene glutine, per cui può essere consumato da soggetti con intolleranza o con celiachia; <strong>e stimolerebbe</strong>, qui il condizionale è d’obbligo, <strong>le prestazioni sessuali</strong>, per via del contenuto di feromoni (sostanze affini al testosterone).</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Tartufo: effetti collaterali e controindicazioni</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Oltre agli effetti benefici, <strong>il tartufo ha anche qualche controindicazione</strong> della quale bisogna tenere conto, non solo per quanti hanno un’allergia conclamata verso quest’alimento. Nonostante siano molto rari i casi di <a href="https://www.piemontetartufi.it/intossicazione-da-tartufi/"><span style="color: #7b9c2b;">intossicazione da tartufo</span></a> e comunque meglio evitarlo per:</p>
<ul>
<li><strong>coloro che sono affetti da gotta</strong>: i tartufi aumentano la produzione di acido urico e urea</li>
<li><strong>coloro che soffrono di calcoli ai reni</strong>: l’aumento dell’urea sovraccarica i reni e favorisce l’insorgere di coliche renali</li>
<li><strong>le donne in dolce attesa</strong>: il <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/donne-in-gravidanza-tartufi-si-o-tartufi-no/">tartufo in gravidanza</a></span>, chiaramente consumato crudo, può trasmettere toxplasmasmosi, alterando il normale sviluppo del feto (da cotto il pericolo scompare)</li>
<li><strong>soggetti affetti da epatopatie</strong></li>
</ul>
<p>E con questo termina la disamina sul tartufo, le proprietà e le controindicazioni che lo caratterizzano… buon appetito (consapevole!).</p>

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<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-proprieta-benefici-e-controindicazioni/">Tartufo: proprietà, benefici e controindicazioni</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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		<title>Risotto al tartufo bianco</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/risotto-al-tartufo-bianco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 18:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo bianco]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risotto al tartufo bianco, un classico per assaporare al meglio il tartufo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_custom_1529028767650"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Sei alla ricerca di un primo piatto per stupire i tuoi ospiti? E allora perché non azzardare un <strong>risotto al tartufo bianco</strong>, non solo li stupirai ma lascerai che si delizino con quello che è definito l’oro bianco della cucina italiana.<br />
Uno dei prodotti nazionali che ci invidia tutto il mondo ed è considerato uno dei più pregiati e deliziosi è sicuramente il <span style="color: #99cc00;"><a style="color: #99cc00;" href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-bianco-pregiato/">tartufo bianco</a></span>.</p>
<p>Tutti ne abbiamo sicuramente sentito parlare, non tutti forse lo avranno assaggiato perché questo particolare alimento oltre ad essere molto buono è anche molto esoso. Se abbiamo in programma una cena speciale ed un’occasione particolare, o semplicemente vogliamo stupire i nostri ospiti con qualcosa di nuovo e diverso, ma soprattutto insolito possiamo optare per una ricetta con alla base il tartufo bianco.<br />
Prima di scoprire la ricetta che vogliamo consigliarvi andiamo a scoprire meglio cos’è il tartufo e perché tutto il mondo ce lo invidia.</p>
<h2>Che cos’è il tartufo?</h2>
<p>Il tartufo è un fungo  ipogeo, crescendo sotto terra non è facile individuarlo ed è per questo che chi si dedica alla raccolta di questo fungo si accompagna con dei cani speciali che sono appositamente addestrati per individuarli.<br />
Il cane da tartufi infatti fiuta l’odore anche se si trova sottoterra ed è in grado di indicarci il punto preciso dove scavare. La raccolta del tartufo bianco ha un periodo ben preciso che va da settembre a dicembre di ogni anno, sono centinaia i tartufai che ogni anno si recano nelle zone prestabilite per la raccolta.<br />
La raccolta avviene seguendo dei particolari regolamenti e calendari che vengono stabiliti nazionalmente.<br />
Un chilo di tartufo bianco può costare tra i 3000 euro e i 4000 euro e anche oltre&#8230; Ovviamente ci sono varie qualità di tartufi e sebbene tutti siano squisiti ci sono tipologie come quella che cresce ad Alba che sono considerati tra i migliori presenti al mondo.</p>
<h2>Perché è così tanto ricercato il tartufo?</h2>
<p>Il tartufo bianco soprattutto è molto richiesto sia in Italia che all’estero, non solo per la sua rarità e il suo gusto sublime ma anche per le sue proprietà. Questo fungo spontaneo è ricco di fibre, calcio, sodio, ferro, Sali minerali ed altri principi nutrienti che lo rendono un prodotto altamente consigliato a tutti. Mangiare questo prodotto è perciò un piacere che tutti ogni tanto dovremmo concederci, vi invitiamo a leggere questo approfondimento sulle <span style="color: #99cc00;"><a style="color: #99cc00;" href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-proprieta-benefici-e-controindicazioni/">proprietà del tartufo</a></span>.<br />
La ricetta che vogliamo consigliarvi oggi è la <strong>ricetta di risotto al tartufo bianco</strong>, un primo piatto delizioso e semplice da preparare per gustarlo in occasioni anche molto speciali. Andiamo a scoprirla insieme.</p>

		</div>
	</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Ingredienti</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<p>ingredienti per 4 persone</p>
<ul>
<li>600 grammi di riso carnaroli</li>
<li>1,5 lt di brodo di carne</li>
<li>100 grammi di burro</li>
<li>20 grammi di tartufo bianco</li>
<li>100 grammi di parmigiano reggiano</li>
<li>Olio, Sale e Pepe quanto basta</li>
</ul>

                            </div></div></div></div><div class="wpb_column column_container col-sm-9"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3 class="title14 font-bold text-uppercase">Preparazione</h3>

		</div>
	</div>
<div class="custom-information  ">
								<h3>Pulizia del tartufo:</h3>
<p>Il primo passo da compiere è quello di pulire il nostro ingrediente speciale. Questo prodotto come abbiamo detto cresce sottoterra e viene venduto ancora non del tutto pulito. Ciò che dovremo fare è pulire il tartufo bianco andando a seguire un metodo preciso che ne conserva la qualità.<br />
Attenzione perché il tartufo va pulito solamente il giorno in cui va consumato è una volta tagliato sarebbe meglio non lasciarlo in frigo per troppi giorni se non si vogliono perdere le qualità gustative.<br />
Evitare sempre di utilizzare l’acqua quando si tratta di pulire il tartufo bianco, il tartufo nero può invece essere lavato con acqua.<br />
Il tartufo bianco è molto delicato e la strategia per pulirlo prevede di utilizzare uno spazzolino da denti con setola morbida e un pennello da cucina morbido. Entrambi ci permetteranno di raggiungere ogni più piccola fessura del tartufo, come saprete il tartufo a forme particolari e questo impedisce molto spesso di pulire bene le parti più interne.<br />
Con spazzolino e pennello non avremo alcun problema e potremo eliminare anche il più piccolo pezzettino di terra rimasto sul fungo. Nelle parti più difficili ossia quelle dove la terra è molto più dura possiamo aiutarci con un coltello da cucina facendo particolare attenzione a non danneggiarlo in alcun modo. Quest’operazione di pulizia può richiedere diverso tempo a seconda della forma e delle dimensioni del tartufo.</p>
<h3>Preparazione del brodo di carne:</h3>
<p>Il passo successivo è quello di preparare il brodo di carne e se non avete la pazienza di prepararlo alla vecchia maniera (con carne bovina, carote e spezie) possiamo dotarci di un dado di carne oppure di un brodo già pronto. Al supermercato ne possiamo trovare diversi, l’ideale però sarebbe che il brodo di carne venga cotto da noi ad ogni passo al fine di avere un sapore più intenso e genuino.</p>
<h2>Preparazione del risotto al tartufo bianco:</h2>
<p>Una volta eseguiti tutti i passaggi necessari per preparare i nostri ingredienti siamo pronti per procedere alla cottura del nostro primo piatto. Dotiamoci perciò di un tegame e versiamo al suo interno un filo d’olio extravergine d’oliva. Attendiamo che l’olio sia ben caldo e andiamo ad aggiungere il nostro riso. <strong>Lasciamo che il riso tostare per non più di due minuti</strong> a fiamma medio alta.<br />
Passati i due minuti andremo ad <strong>aggiungere un po&#8217; per volta il brodo di carne</strong>. Il procedimento è molto semplice, aggiungiamo il brodo di carne e attendiamo che si asciughi come notiamo che il brodo è asciutto aggiungiamo dell’altro brodo. Ripetiamo il procedimento fino a che il riso non sarà completamente cotto, dovrebbero essere necessari non più di 20 minuti.<br />
<strong>Terminata la cottura del riso possiamo spegnere il fornello ed aggiungere nel tegame il burro</strong>. Lasciamo che il burro e il riso si uniscano perfettamente aiutandoci con una cucchiarella di legno. Continuiamo a girare fino a che non noteremo che il composto avrà assunto una forma omogenea e morbida. A questo punto <strong>aggiungeremo parmigiano reggiano e pepe</strong> a nostro gusto per enfatizzare il tutto.<br />
Disponiamo il riso sui 4 piatti e andiamo a riprendere il nostro tartufo. È finalmente arrivato il momento di <strong>tagliare a scaglie</strong> il nostro ingrediente speciale. Quando lo avremo tagliato lo andremo a posizionare direttamente sul riso.<br />
Il piatto è pronto per essere gustato, mi raccomando servite caldo.</p>
<p>Curiosità: Il tartufo è sempre bene acquistarlo ancora sporco di terra e non trattato per poter gustare appieno del suo gusto ed evitare che si deteriori velocemente.</p>

                            </div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_custom_1536137526538 vc_row-has-fill"><div class="wpb_column column_container col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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<p class="desc">Abbinamento</p>
<h3 class="title14 text-uppercase font-bold">Barolo</h3>
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