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	<title>Alla scoperta dei paesi dei tartufi | Piemonte Tartufi</title>
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	<description>Un magazine per gli amanti del tartufo</description>
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		<title>Asti città delle cento torri : cosa vedere e degustare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 11:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asti: cultura, tartufi e...ottimo vino!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/asti/">Asti città delle cento torri : cosa vedere e degustare</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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			<p><strong>Asti</strong> è una cittadina sita in Piemonte con circa 70.000 abitanti che si trova nella zona settentrionale del Monferrato fra colline e vigneti.<br />
La città di Asti è conosciuta anche come la<strong> città delle 100 torri</strong> anche se ad oggi ne restano in piedi circa una ventina.<br />
Ricca di storia, cultura e buon cibo si popola durante l&#8217;anno di molti turisti grazie anche alle numerose sagre ed eventi che vi vengono organizzati. Nota inoltre per le sue prelibatezze culinarie e per le sue produzioni enologiche.<br />
Il <strong>centro storico di Asti</strong> presenta una piazza triangolare e tutta la città è ricca di chiese tardo romaniche e gotiche e di palazzi di origine medievale.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Asti: cosa vedere</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Il <strong>centro storico di Asti parte dalla Piazza Alfieri</strong> da dove si possono ammirare e raggiungere diversi edifici storici o partecipare a sagre ed eventi della città.</p>
<h3>Palazzo Alfieri</h3>
<p>Palazzo Alfieri è conosciuto per essere stato luogo di nascita e crescita di Vittorio Alfieri. La villa è ricca di stanze, un bellissimo porticato e giardini, può essere visitata con una guida o da soli (solo nei week end) e vi si addentra nelle opere e nella vita di questo grande drammaturgo. La camera presenta bellissimi mobili dell&#8217;epoca di Vittorio Alfieri.<br />
Oggi grazie alla tecnologia è possibile con la consultazione multimediale vedere il racconto e gli allestimenti delle opere teatrali dell&#8217;Alfieri oltre a documenti d&#8217;archivio.</p>
<h3>Cripta e Museo di Sant&#8217;Anastasio</h3>
<p>La cripta è raggiungibile da Corso Alfieri e oltre ai resti del martire si può ammirare una pavimentazione del foro romano, ma anche tracce del pavimento medievale risalente agli insediamenti del VIII secolo con anche la presenza di tombe.</p>
<h3>Cattedrale di Santa Maria Assunta</h3>
<p>Una delle più maestose chiese del Piemonte in stile gotico lombardo. VI si possono ammirare decorazioni policrome e 3 grandi portali con ghimberghe a cui corrispondono altrettanti rosoni. Vista dall&#8217;esterno da un senso di imponenza per via della sua altezza, ma una volta all&#8217;interno sembra ancora più alta. I grandi pilastri sorreggono le volte affrescate con scenari della Bibbia, le navate invece vedono le opere di artisti del Monferrato Gandolfino da Roreto e il “Moncalvo”.<br />
Il lato della Cattedrale che affaccia alla pizza presenta l&#8217;entrata principale e un campanile quadrato.</p>
<h3>Le Torri di Asti</h3>
<p>Come abbiamo già accennato in precedenza risalgono tutte più o meno al periodo in cui Asti era un comune libero e le famiglie ricche si sfidavano a costruirne di più alte e belle. Delle oltre 100 torri esistenti all’epoca oggi ne rimangono ancora venti distribuite un po’ in tutto il centro storico.</p>
<h3>Torre dell&#8217;Orologio</h3>
<p>La Torre dell&#8217;Orologio o chiamata anche Torre Troyana, alta ben 44 metri, è la più antica della città di Asti oltre ad essere la meglio conservata del Piemonte. La struttura è ancora solida e pressoché intatta. Si presenta con una merlatura a coda di rondine ed un pinnacolo che riparano l&#8217;orologio. Si trova a fianco del palazzo del governatore.</p>
<h3>Torre Rossa</h3>
<p>Questa torre si presenta a sedici lati molto particolare, una delle più antiche della città che la vede infatti costruita in stile romanico ma con anche parti in tufo del XI secolo. Il nome Torre Rossa si pensa derivi dal colore rosso dei mattoni o dalla famiglia De Rubeis, possessori di palazzi nei pressi della torre stessa.<br />
Infine una leggenda racconta che fu il luogo di prigionia di San Secondo prima del martirio.</p>
<h3>Torre Cometina</h3>
<p>Questa torre è alta ben 38 metri e sovrasta sugli altri edifici di Corso Alfieri, importante perché da qui venne dato il comando per il Palio per molti anni</p>
<h3>Battistero di San Pietro in Consavia</h3>
<p>Il Battistero non si trova nel centro storico di Asti ma appena fuori ed è fra i monumenti più importanti con una storia che lo collega alla Terra Santa. Qui vi uno dei setti priorati italiani dell’ordine religioso dei Cavalieri di San Giovanni ne aveva la sede.<br />
Visitando il Battistero di San Pietro si possono vedere i simboli scolpiti e dipinti come la Croce di Malta, simbolo dei Cavalieri Ospitalieri.<br />
L&#8217;edificio si presenta a pianta centrale sviluppato attorno alla fonte battesimale, tutto circondato da 8 colonne collegate da archi a tutto sesto. La luce entra quasi in punta di piedi e illumina le decorazioni dei capitelli.</p>

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	</div>
<h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Asti: gli eventi più importanti</h3>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Come abbiamo detto Asti è una città che celebra diversi eventi e allestisce sagre fra questi se volete essere partecipi non potete mancare al <strong>Palio d&#8217;Asti</strong> e cui regole sono molto simili a quelle del Palio di Siena. Vi è poi il Paliotto una gara in cui i gruppi di sbandieratori si sfidano.<br />
Vi è poi il Festival delle Sagre dove 40 pro loco propongono i vini DOC astigiani e le specialità culinarie del territorio in un grande ristorante all&#8217;aperto. Per finire va citata la <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.doujador.it/"><strong>Douja d&#8217;Or</strong></a></span>, manifestazione che premia i migliori vini D.O.C. e D.O.C.G d’Italia.</p>

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	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Asti cosa degustare</h3>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Asti è rinomata per sue prelibatezze culinarie fra cui di certo non mancano il tartufo e i vini. Se vi trovate a visitare Asti i piatti sicuramente da degustare sono gli agnolotti, risotto con salsiccia, cardi, <a href="https://www.piemontetartufi.it/bagna-cauda-con-tartufo/"><span style="color: #7b9c2b;"><strong>bagna cauda</strong></span></a> (piatto povero risalente al Medioevo), secondo di carne con tartufo bianco. Fra i dolci i prelibati sono quelli che hanno fra gli ingredienti cioccolato e nocciole piemontesi come il <strong>mon di Mongardino</strong>, un piccolo mattone dolce preparato con il cioccolato o ancora i baci di dame e i cremini.<br />
Fra i vini non potete dimenticare il <a href="https://boerivini.it/vini/barbera-dasti-docg/"><strong>Barbera d&#8217;Asti DOCG</strong></a>, vino rosso di alta qualità o la <strong>Malvasia nera</strong>, più leggero invece il <strong>Bracchetto dell&#8217;alto Monferrato</strong>. Gli amanti del rosato possono sorseggiare la Malvasia rosata o ancora l&#8217;Asti DOCG per gli amanti dei vini bianchi o ancora il <a href="https://boerivini.it/vini/ribota/"><strong>Moscato d&#8217;Asti</strong></a> per accompagnare i dolci o il <strong>Dolcetto</strong>. Questi sono solo alcuni dei più gettonati, ne sono molti altri fra cui scegliere vi è solo l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>

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		<title>Cuneo : cosa vedere e degustare</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/cuneo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 11:55:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due passi a Cuneo, tra cultura a cibo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><strong>Cuneo</strong> è un capoluogo di provincia del Piemonte con circa 56.000 abitanti ideale dove trascorrere delle giornate a respirare aria di montagna ma anche di campagna, poiché si trova proprio a metà fra pianura e montagna.<br />
Non è fra le prime città del Piemonte che viene in mente se si pensa a questa regione, ma non ha nulla da invidiare alle altre. Storia e gastronomia anche qui la fanno da padrone.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cuneo : cosa vedere</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Cuneo come le altre città del Piemonte offre diversi luoghi storici e religiosi da visitare che risalgono ai tempi più remoti. I Luoghi religiosi da visitare sono diversi si può andare alla <strong>Chiesa di Sant&#8217;Ambrogio</strong> risalente al 1200 con decori in stile barocco all&#8217;esterno, mentre all&#8217;interno presenta opere di Bianco e Milocco, due maestri torinesi. Vi è poi la <strong>Chiesa di Santa Chiara</strong> con bellissimi affreschi o la <strong>Chiesa di San Sebastiano</strong> risalente al medioevo che conserva le spoglie della Beata Paola.<br />
La caratteristica più importante di Cuneo è la sua piazza, <strong>Piazza Galimberti</strong> con 24.000 metri quadrati di grandezza, definita anche il salotto di Cuneo. La piazza fu realizzata nel 1800 e divide la città vecchia da quella nuova. Maestosa circondata dai 2 lati da portici con colonne in stile neoclassico e da archi che rimandano a quelli romani.<br />
Questa piazza è inoltre collegata a <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duccio_Galimberti"><strong>Duccio Galimberti</strong></a></span>, uno dei personaggi più importanti della storia piemontese, noto antifascista e partigiano, la piazza è stata a lui intitolata nel 1945. Di questo grande personaggio è visitabile anche la casa, sita in uno dei palazzi che si affacciano sulla piazza. Le visite alla casa sono gratuite e solo guidate. Vi è poi anche il <strong>Museo Casa Galimberti</strong> dove è possibile conoscere la storia di Duccio Galimberti, aperto solo durante i fine settimana.<br />
Se avete fiato e non vi fanno paura le scale salite anche sulla Torre Civica, alta 52 metri con 132 scalini da fare a piedi. Dalla sua vetta potrete ammirare tutta la bellezza del paesaggio.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cuneo : area naturale</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Per gli amanti della natura vi consigliamo il <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="http://www.parcofluvialegessostura.it/"><strong>Parco Fluviale Gesso e Stura</strong></a></span> che si estende in 4.500 ettari. Un luogo naturale dove stare a contatto con flora e fauna a pochi passi dal centro cittadino di Cuneo.<br />
Il parco presenta diversi ambienti che permettono la vita di diverse specie animali fra cui le seguenti specie:</p>
<ul>
<li>114 di uccelli</li>
<li>25 di mammiferi</li>
<li>9 di anfibi</li>
<li>8 di rettili</li>
<li>53 di epidotteri diurni</li>
<li>insetti</li>
<li>invertebrati</li>
</ul>
<p>Si trova poi una vegetazione ricca in frassino, robinia, querce, salice, ontano, pioppo bianco e nero. Una parte del territorio è occupato poi da colture agricole, orti e parti.<br />
Il parco Fluviale Gesso e Stura è l&#8217;ideale per chi ama lo sport infatti vi si può praticare la corsa, l&#8217;ippica, ciclismo, la pesca, il trekking e il nordic walking ma anche lo sci nella stagione invernale grazie alle strutture sportive presenti.<br />
Presente anche il centro per apprendimento della pratica del canottaggio Polo canoistico di Cuneo “Le Basse &#8211; non solo acqua”.<br />
Lungo il percorso del parco vi sono anche cascinali, cappelle, ville, santuari e mulini caratteristici.<br />
Vengono organizzate anche attività ludico-didattiche per bambini e adulti dal Comune di Cuneo per la riqualifica del territorio.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cosa degustare a Cuneo</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Le prelibatezze che rendono Cuneo un luogo da raggiungere per degustare prodotti tipici sono senz&#8217;altro il <strong>prosciutto curdo di Cuneo</strong>, che nel 2009 ha ottenuto il certificato D.O.P.. Il crudo di Cuneo ha un sapore più delicato e dolce di altri prosciutti come il San Daniele e il Parma.<br />
Vi è poi da degustare il <strong>&#8220;bodi e aioli&#8221;</strong> un piatto realizzato con patate e maionese all&#8217;aglio, non mancano i piatti di carne come la <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.aziendaagricolascaglia.it/prodotto/battuta-al-coltello-di-fassone-piemontese/">battuta di fassona</a></span> oppure realizzati con la cacciagione e accompagnati dai funghi tipici della regione Piemonte, dove tra l&#8217;altro esistono anche alcuni allevamenti della pregiatissima <a href="https://www.carnegustomadre.com/carne-gallega/">carne rubia gallega</a>. Gli amanti delle lumache qui possono degustare le lumache di Cherasco, mentre gli amanti del pesce le trote di Borgo San Dalmazzo.<br />
Tra i formaggi vi è la Toma, i Tomini di Melle, il Raschera e il Castelmagno definiti i &#8220;magnifici quattro&#8221; del Piemonte. Ottimo anche il famoso formaggio Bra tenero e duro.<br />
Fra i dolci vi sono i <strong>Cuneesi al Rum</strong>, dessert creato nel 1923 da Andrea Arione e protetto dal Brevetto per Marchio d&#8217;Impresa dallo stesso inventore. La ricetta ancora oggi segreta, molte pasticcerie provano a riprodurli ma gli originali restano sempre in testa. Sono uno di quei dolci che mangiato uno non se ne può fare a meno di continuare. Non manca anche il bonét il budino dell&#8217;antica tradizione con uova, zucchero, latte, cacao, liquore e amaretti secchi.<br />
In ultimo ma non meno importante sono le <strong>castagne</strong> a farla da padrone durante la stagione e che permettono di realizzare il famoso castagnaccio.<br />
Non manca nulla in questo territorio ricco di vegetazione, storia e cultura e tante prelibatezze per lo sfizio del palato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Immagne di copertina tratta dal sito del Comune di Cuneo</em></p>

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</div></div></div></div>
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			</item>
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		<title>Castelnuovo Don Bosco &#8211; tartufi, vino e storia</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/castelnuovo-don-bosco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2019 09:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p align="justify">Alla scoperta di Castelnuovo Don Bosco : tartufi, vino e turismo religioso.<b><br />
</b></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>È nel mese di novembre che a <strong>Castelnuovo Don Bosco</strong> si svolge la <strong>Fiera Regionale del Tartufo</strong>, giunta nel 2018 alla sua 18esima edizione.<br />
La manifestazione si caratterizza non solo per la presenza di bancarelle dove vengono presentati tartufi ottimi per quantità e qualità, ma anche per la premiazione dei trifulau, la musica folkloristica, i giochi d’altri tempi per i più piccoli, le esposizioni di moto e mezzi agricoli d’epoca, la dimostrazione dal vivo dell’antica trebbiatura del mais, etc.</p>
<p>Se decidete, come vi consigliamo, di prendere parte alla futura edizione, vi consigliamo di approfittarne anche per conoscere la <strong>Terra di Vini e di Santi</strong>, così detta per l’abbondanza dei vigneti e di boschi e per i natali dati a S. Giovanni Bosco, S. Giuseppe Cafasso, il beato Giuseppe Allamano, il cardinale Giovanni Cagliero.</p>
<p>La fondazione del comune risale al 1000 quando, come lascia intuire anche il nome, venne eretto un castello in posizione strategica, di cui resta intatta una torre che sovrasta il centro storico.<br />
Centro nel quale, a parte la torre dei Rivalba, si incontrano eleganti palazzi (Palazzo Rivalba, Villa Filippello), chiese barocche e le case natali di San Giuseppe Cafasso e del Beato Allamano.</p>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Turismo spirituale a Castelnuovo Don Bosco e dintorni</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Se il vostro è un turismo di tipo religioso non possono mancare una visita alla <strong>chiesa parrocchiale di Sant&#8217;Andrea</strong>, con facciata settecentesca; alla <strong>chiesa del Castello</strong>, dedicata alla Madonna della Cintura, patrona del paese; alla<strong> chiesa romanica di Santa Maria di Cornareto</strong>, che sorge su un colle coperto da vigneti e si affaccia su una vallata; <strong>Sant&#8217;Eusebio</strong>, chiesa romanica che si trova in una zona di fondovalle; <strong>S. Maria di Raseto</strong>, in frazione Mondonio, caratterizzata dal piccolo portico in cui sostare.</p>
<p>Sempre all’insegna della spiritualità la visita in frazione Becchi, dove migliaia di pellegrini ogni anno visitano:</p>
<ul>
<li><strong>la casa di Don Bosco</strong>, che lo ospitò fino all&#8217;età di 16 anni: conservata così com&#8217;era, salvo gli interventi di conservazione, si divide in pochi e poveri ambienti (stalla, cucina, camera della mamma e della suocera, camera dei ragazzi e fienile)</li>
<li><strong>il santuario Don Bosco</strong>, che consta di due chiese sovrapposte, una del 1965 l&#8217;altra del 1983: l&#8217;edificio è stato costruito in forme classiche, ed è stato talora criticato in quanto la mole massiccia non si integrerebbe bene con il paesaggio circostante costituito da colline dolci ricoperte di vegetazione fitta e vigneti</li>
<li><strong>il Museo Missionario Salesiano</strong>: dedicato al cardinale castelnovese Giovanni Cagliero, capo della prima spedizione missionaria salesiana, ospita reperti etnografici provenienti da ogni parte del mondo</li>
<li><strong>il Museo Contadino</strong>, che espone attrezzi e oggetti comuni legati alla cultura contadina della zona, che è quella nella quale nacque e visse la sua infanzia Don Bosco.</li>
</ul>

		</div>
	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Turismo enogastronomico nel comune di Castelnuovo Don Bosco e in quelli limitrofi</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Non di solo tartufo si vive nella zona, anzi le golosità da assaggiare sono davvero tante!</p>
<p>Tra i piatti tipici che vi consigliamo di assaggiare l’antica finanziera, il fritto misto piemontese e la torta d’pum (di mele).</p>
<p>La <strong>Finanziera Piemontese</strong> è un piatto di origini antiche e povere che ha però sempre trovato sostenitori nell&#8217;alta gastronomia (pare fosse una delle passioni culinarie di Cavour).<br />
L’origine del nome resta incerta: deriverebbe dall&#8217;abito, chiamato proprio “finanziera”, abitualmente indossato nel 1800 dai banchieri e dagli uomini di alta finanza, ai quali sembra che questo piatto piacesse molto; oppure farebbe riferimento al tributo in natura pagato dai contadini alle guardie (“i finanzieri”) per entrare in città, consistente appunto in frattaglie di polli.<br />
Che tra l’altro, ancora oggi, restano tra gli ingredienti fondamentali, assieme a: creste di pollo, animella di vitello, filetto di manzo, fesa di vitello, filone di vitello; tutti vengono infarinati leggermente, rosolati nel burro e ancora cotti a fuoco lento, unendo funghetti sott’olio, aceto, marsala, e sale.</p>
<p>Altrettanto popolare è l’origine del <strong>fritto misto alla piemontese</strong>, composto anch’esso primariamente di frattaglie, impanate nel pangrattato e fritte nell’olio.<br />
Nel corso degli anni la preparazione ha subito importanti aggiunte, come quella degli ingredienti dolci, tipo mela e amaretto, e diverse verdure (immancabili, di tradizione, le carote).</p>
<p>E a proposito di dolci non perdete l’assaggio della <strong>torta d’pum di Arignano</strong> (un paese in provincia di Torino situato sulle colline che da Chieri portano all&#8217;Astigiano), una torta di mele casalinga, di origine molto antica, che solitamente veniva preparata per la festa del paese, l&#8217;ultima domenica di settembre.<br />
Il dolce utilizza varietà di mele e pere autoctone e viene cotta nella &#8220;sietta&#8221;, una tortiera di terracotta all&#8217;interno di un forno a legna.</p>
<p>Ma con cosa accompagnare tutto questo ben di Dio?<br />
Con i vini locali ovviamente!<br />
Tra i principali DOC ci sono il <strong>Freisa d’Asti</strong> e il<strong> Malvasia di Castelnuovo don Bosco</strong>, vino rosso, dolce e aromatico.</p>
<p>E qui ci scatta un bel suggerimento: perché non regalarvi una visita in una cantina della zona?<br />
Ad esempio, la <strong>Cantina Terre dei Santi di Castelnuovo don Bosco</strong> è organizzata per accogliere gruppi di piccole e grandi dimensioni, sia italiani che internazionali, offrendo un servizio completo, che include visite guidate, degustazioni di vini, un’area verde attrezzata con tavoli e panche.<br />
Dopo un percorso all’interno dell’area di produzione, dove il personale illustra i processi e le fasi fondamentali della vinificazione, presentando le attrezzature e le diverse tecnologie impiegate (tra le grandi vasche originarie del 1953, i moderni vinificatori in acciaio, e l’affascinante barricaia con botti e barriques di rovere), si passa finalmente a degustare i vini prodotti, con l’accompagnamento di alcuni prodotti tipici locali di alta qualità.</p>
<p>Ma se preferite la birra nessun timore: contattate il Birrificio dei Santi, che produce e vende birra artigianale a due passi dal Colle Don Bosco…</p>
<p>E se il problema è dove alloggiare mentre si va alla scoperta del territorio, una buona opzione potrebbe essere un agriturismo.<br />
Proprio a Castelnuovo Don Bosco ad esempio si trova i Rosmarini, una piccola azienda agricola, specializzata nella coltivazione di ortaggi e frutta, che utilizza metodi e piantagioni tradizionali, nel rispetto della salute e dell&#8217;ambiente, e che offre, su prenotazione, una cucina che adopera i propri prodotti e la possibilità di pernottamento.</p>

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<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Grande traversata dell’Alto Astigiano</h2>
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			<p>Come smaltire tutto questo cibo?<br />
Camminando a piedi!</p>
<p>Il Sentiero di don Bosco è un percorso che parte da Torino e giunge fino al paese natale del Santo, la cui parte terminale attraversa il territorio dell’Alto Astigiano, in particolare i Comuni di Albugnano, Moncucco Torinese e Castelnuovo don Bosco, su una lunghezza complessiva di quasi 20 km percorribili in circa 6 ore di marcia tranquilla.<br />
La Grande Traversata nasce dall’unione di tre sentieri: il primo noto col nome di Sentiero del Malvasia; il secondo, che dal centro di Castelnuovo don Bosco arriva a Mondonio; e il terzo, che attraverso campi e prati fino alla località Morialdo arriva alla borgata dei Becchi e ai luoghi natali di Don Bosco.</p>
<p>Certo per affrontare l’intera Grande Traversata dell’Alto Astigiano in una sola giornata è auspicabile un minimo di allenamento!</p>

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<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Borgo storico di Mondonio</h2>
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			<p>L’abbiamo già citato a proposito della chiesa di S. Maria di Raseto, questo borgo antico d&#8217;impianto medievale è posto al centro dell&#8217;areale di valenza naturalistica denominata i &#8220;Boschi di Muscandia&#8221;.</p>
<p>Se capitate qui il 25 luglio potrete assistere alla processione che si tiene in onore del patrono, <em>san Giacomo il Maggiore</em>, la cui statua viene condotta lungo il percorso del recinto del castello; mentre il primo sabato di maggio si celebra la festività di San Domenico Savio, morto proprio a <strong>Mondonio</strong>, che consiste in una fiaccolata che parte dalla casetta del Santo e arriva al pilone votivo a lui dedicato nel centro storico.</p>
<p>Approfittatene per visitare:</p>
<ul>
<li>il centro storico nel suo complesso</li>
<li>i resti del castello e la torre dei signori di Mondonio in piazza Balbo</li>
<li>l&#8217;antica casa settecentesca della Comunità di Mondonio in via Municipale</li>
<li>la parrocchiale settecentesca di santa Maria del Rosario e san Giacomo il Maggiore in piazza Balbo</li>
<li>la casetta di san Domenico Savio, dove morì, un fabbricato rurale d&#8217;impianto settecentesco</li>
<li>la cappella cinquecentesca di san Rocco</li>
<li>la cappella ottocentesca di san Sebastiano</li>
<li>la chiesa romanica di Santa Maria di Raseto</li>
<li>la Biblioteca dedicata a san Domenico</li>
<li>l&#8217;Antico Forno Comunale in via Municipale</li>
</ul>
<p>E così si conclude la visita di Castelnuovo Don Bosco e dei suoi confini più prossimi… sperando di aver solleticato la vostra curiosità di conoscere alcuni affascinanti borghi italiani, la cui bellezza risiede anche nell’aver conservato intatti alcuni tratti del passato.</p>

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<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/castelnuovo-don-bosco/">Castelnuovo Don Bosco &#8211; tartufi, vino e storia</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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		<title>Il comune di Mondovì tra Peccati di Gola, Barocco e Mongolfiere…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 10:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bellssima città di Mondovi, tra mongolfiere e ovviamente tartufi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/mondovi/">Il comune di Mondovì tra Peccati di Gola, Barocco e Mongolfiere…</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>A <strong>Mondovì</strong>, in provincia di Cuneo, dall’1 al 4 Novembre 2018 si sono svolte la kermesse <strong>Peccati di gola</strong> e la 21esima <strong>Fiera Regionale del Tartufo</strong>, che hanno portato nelle vie e nelle piazze del paese le migliori produzioni locali agroalimentari, zootecniche ed enogastronomiche, le produzioni limitate, di nicchia o quasi in estinzione.</p>
<p>Assieme ad una serie nutrita di eventi e attività culturali, laboratori didattici, degustazioni, senza dimenticare l’eco-sostenibilità di quest’ultima edizione, grazie all’uso di materiali totalmente riciclabili.</p>
<p>Insomma, una buona occasione per conoscere Mondovì</p>

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	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Il comune di Mondovì: culla del Barocco piemontese</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><strong>Fondato nel 1198</strong>, nel 1290 si guadagnò l&#8217;autonomia comunale, ma tornò ben presto ad essere <strong>vittima di occupazioni violente: dagli Angioini ai Savoia, dai Visconti ai Marchesi del Monferrato, dai francesi agli austriaci</strong>.<br />
Nel 1800 con la battaglia di Marengo cadde sotto il dominio francese e vi restò fino alla caduta di Napoleone nel 1815, anno in cui tornò a far parte del Regno di Sardegna.</p>
<p>Posto sulla collina a ridosso della concentrazione urbana che si trova in basso, il rione Piazza è il più antico di Mondovì, e il più interessante da visitare, con il suo dedalo di vie e vicoli, piazze nascoste e saliscendi.</p>
<p>Oggi il modo migliore per cominciare una visita al rione è sicuramente quello di raggiungerlo con la funicolare (progettata da Giorgetto Giugiaro), scesi dalla quale ci si trova subito su Piazza Maggiore, il centro del rione, da dove si può partire per scoprire diversi punti di interesse storico e artistico:</p>
<ul>
<li><strong>la Chiesa della Missione</strong>: originariamente dei gesuiti e dedicata a San Francesco Saverio, prese il suo nome quando fu affidata ai Padri Missionari di San Vincenzo Dè Paoli; fu edificata tra il 1665 ed il 1678, ed è nota per gli affreschi di Andrea Pozzo, recentemente restaurati</li>
<li><strong>il Duomo di San Donato</strong> (dalla parte opposta della piazza): chiesa principale di Mondovì, sede della diocesi, è stato progettato da Francesco Gallo nel 1739 e portato a termine vent’anni dopo e si presenta con un monumentale portale ornato di statue sulla facciata in arenaria; è ricco di opere d’arte risalenti anche alle precedenti chiese destinate alla diocesi, e tra questi gli affreschi interni e i quadri, le sculture, l’organo, il pulpito ligneo, il coro del Capitolo e la Cappella del Suffragio, vero gioiello del barocco rococò piemontese</li>
<li><strong>il Belvedere e il Parco del Tempo</strong>: da qui è possibile avere una vista che spazia sulle vallate e montagne circostanti, sulla città e sulle Langhe; al centro dei giardini troviamo la Torre Civica, alta 29 metri e simbolo di Mondovì’, visitabile in alcuni periodi dell’anno, e il Parco del Tempo, che propone una storia della misurazione del tempo attraverso tre percorsi</li>
<li><strong>il Tribunale (Ex Collegio dei Gesuiti)</strong> sempre nel rione Piazza, sulla cui parete esterna si possono ammirare dodici meridiane affrescate probabilmente verso il 1716</li>
<li><strong>il Museo della Ceramica</strong>, nel settecentesco Palazzo Fauzone di Germagnano, distribuito nelle 17 sale dei piani nobili del Palazzo</li>
<li><strong>il museo della Stampa</strong> che, tra le altre cose, ricorda come nel 1472 proprio a Mondovì sia stato prodotto il primo libro stampato in Piemonte, inaugurando una lunga tradizione nella tecnica della stampa, anche grazie alla presenza dell’Università, che durerà pure in epoca napoleonica; vi si trovano numerose macchine per la stampa di epoche diverse, che possono anche essere provate</li>
<li><strong>il Vescovado</strong>, attualmente chiuso per lavori di restauro: sede universitaria dal 1556 al 1719, al suo interno custodisce alcuni preziosi ambienti, come la Sala delle Lauree e la Sala degli Arazzi</li>
<li><strong>la Sinagoga</strong>: uno dei numerosi esempi di sito religioso per il culto ebraico realizzati nel territorio piemontese a cavallo tra il Settecento e il tardo Ottocento; rispettando i dettami sui culti non cristiani approvati da Vittorio Amedeo II di Savoia è priva di elementi di riconoscibilità all&#8217;esterno, mentre all’interno si caratterizza per la ricercatezza delle decorazioni e degli elementi tipici delle sinagoghe, l&#8217;Arca Santa dove sono conservati i rotoli della Torah, i lampadari in cristallo, i banchi in legno e al centro la Bimah (il pulpito ottagonale) in marmo e con rilievi dorati</li>
<li><strong>la chiesa della Misericordia</strong>, altro esempio dell’estro giovanile del Gallo</li>
<li><strong>la chiesa dei Santi Pietro e Paolo</strong> (nel rione di Breo), con la facciata barocca e con il “Moro”, un curioso automa che si alza dal trono per battere le ore e che è il personaggio principale del carnevale di Mondovì</li>
<li><strong>l’imponente chiesa barocca di S. Filippo,</strong> disegnata dal Gallo ed innalzata nel 1734-57</li>
<li><strong>la piccola Cappella di Santa Croc</strong>e (sulla strada che scende a Vicoforte), contenente un magnifico ciclo pittorico datato 1450-1460.</li>
</ul>

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<h3 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Un volo in mongolfiera sopra i cieli di Mondovì</h3>
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			<p>Ma di cose interessanti da fare a Mondovì e dintorni ancora ce ne sono!</p>
<p>Ad esempio, sempre nel centro storico, è consigliabile un giro di shopping tra le botteghe alla ricerca di souvenir: imperdibili le tradizionali ceramiche decorate con il disegno del gallo, simbolo della città.</p>
<p>E se proprio volete concedervi qualcosa di assai particolare e al tempo stesso caratteristico di questo luogo non potete rinunciare a un volo in mongolfiera.</p>
<p><strong>Mondovì è considerata la capitale delle Mongolfiere.</strong></p>
<p><strong>La prima arrivò nel 1979 dall’Inghilterra</strong>, e il primo pilota volontario fu John Aimo: da quell&#8217;esperienza nacque la prima scuola di pilotaggio del Paese.<br />
<strong>Dopo oltre 30 anni, grazie anche a particolari condizioni che fanno di quest’area una delle migliori al mondo per il volo, i balloons sono ormai una presenza costante</strong>: “adottate” dalla città, le mongolfiere ne sono diventate un simbolo.</p>
<p>A confermarlo anche il fatto che ogni anno <strong>nei giorni dell’Epifania campioni</strong>, equipaggi e appassionati da tutto il mondo <strong>arrivano nel comune di Mondovì per l’<a href="http://www.comune.mondovi.cn.it/vivere-la-citta/turismo/le-mongolfiere/"><span style="color: #7b9c2b;">International Balloons Meeting</span></a></strong>, nato nel 1988, ad oggi il più longevo dei raduni italiani.</p>

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		<title>Moncalvo &#8211; fiera del tartufo e non solo..</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/comune-di-moncalvo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 08:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La visita al Comune di Moncalvo tra tartufo, carne bovina, resti medievali e palazzi gotici e barocchi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>E’ nel <strong>comune di Moncalvo</strong> che si svolge una delle <strong>più importanti fiere del tartufo della zona del Monferrato</strong>.<br />
Durante la festa, sotto i portici di Piazza Carlo Alberto, si visitano il mercatino dei tartufi, gli stands dei prodotti tipici e dell’artigianato locale e si partecipa alle degustazioni enogastronomiche.</p>
<p>Tutto questo avviene negli ultimi due week end del mese di ottobre ormai da anni: basti pensare che la Fiera del tartufo di Moncalvo del 2018 è stata la 64° edizione che si è svolta. Il periodo è perfetto per acquistare e assaggiare ottimi <a href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-bianco-pregiato/"><span style="color: #7b9c2b;">tartufi bianchi</span></a> della zona proposti da diversi trifulau e piccole aziende locali.</p>
<p>Che il tartufo moncalvese fosse Ambasciatore ufficiale delle terre monferrine presso tutte le Corti europee lo dimostra anche una fattura di pagamento conservata nell’Archivio Storico Comunale e datata 1594.</p>
<p>Ma <strong>le origini della fiera vera e propria risalgono agli anni &#8217;50</strong>, quando il proprietario di una locanda dove s’incontravano i trifulau il giovedì di ogni settimana organizzò di fatto la prima mostra concorso, per poi passare all’antico porticato che delimitava il castello che resta ancora oggi il palcoscenico dell’evento, che si svolge sempre la terza domenica di ottobre (data storica).</p>
<p>Nel 1973, per delibera comunale, l’organizzazione della Fiera (fino ad allora curata dalla Pro Loco) viene affidata ad una commissione di esperti guidata dal Presidente, di nomina consigliare. Le domeniche di festa diventavano due, la penultima e l’ultima domenica di ottobre di ogni anno.</p>
<p>Non solo spazio alla cultura enogastronomica però, perché la Fiera, espressione di una tradizione lontana, evidenzia il suo risvolto culturale promuovendo la creatività di validissimi artisti contemporanei, con rassegne teatrali in dialetto, mostre d’arte, concerti.</p>

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	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Fiera del Bue Grasso del comune di Moncalvo </h2>
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			<p>Non tutto Moncalvo è tartufo, ma anche bovino (!): non a caso il comune è noto pure per la <strong>Fiera del Bue Grasso</strong> che vi si svolge.</p>
<p>Si tratta di<strong> una manifestazione che nel 2018 ha raggiunto quota 381</strong> (!) e che rappresenta un momento molto sentito nella Comunità.</p>
<p>Un centinaio di addetti ai lavori e migliaia di visitatori affollano ogni anno gli antichi portici del Castello Gonzaga per rendere omaggio ad una tradizione secolare, nella quale si celebra l’eccellenza della <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Razza_bovina_Piemontese">Razza Bovina Piemontese</a></span> e viene premiato l’esemplare più bello.</p>

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	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Notizie storiche e curiosità sul comune di Moncalvo</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><strong>Di origine romana</strong>, Moncalvo fu nel corso dei secoli di proprietà della Chiesa di Asti, della famiglia Graffagni, del Marchese del Monferrato, di quello di Saluzzo (1306) e quindi nuovamente dei Paleologi di Monferrato (1309).<br />
Subì varie occupazioni straniere e divenne da ultimo dominio dei Gonzaga di Mantova, i quali lo cedettero a diversi signori; nel 1691 subì il saccheggio da parte delle truppe imperiali comandate da Eugenio di Savoia.</p>
<p>Oggigiorno <strong>la Città più piccola d’Italia coi suoi circa 3.000 abitanti conserva il suo aspetto medievale ma anche nel centro storico chiese e palazzi in stile gotico-rinascimentale e barocco</strong>.</p>
<p>Per una visita del luogo il consiglio è di iniziare la passeggiata ispirandovi ad uno dei pannelli illustrativi collocati in diversi punti della città o dai resti del Castello, costruzione medievale abbattuta alla fine dell’800 di cui rimangono i bastioni del XII secolo.</p>
<p>In piazza Carlo Alberto si può ancora ammirare la facciata dell’<strong>antica sinagoga</strong>, l’unica in Europa che si affaccia sulla piazza principale, e dietro di essa il ghetto.</p>
<p>Su piazza Garibaldi troviamo l’ottocentesco <strong>Teatro Comunale</strong>, costruito nel 1878, e dotato di platea e di due gallerie.</p>
<p>Si può continuare poi con:</p>
<ul>
<li>il <strong>Palazzo del Municipio</strong>, ex convento delle Orsoline che fu ricostruito nella seconda metà del ‘600 e venduto nel 1883 al Comune</li>
<li>il <strong>Palazzo Testa Fochi</strong>, di origine settecentesca, ma con un nucleo del primo ‘500</li>
<li>la <strong>Chiesa delle Madonne</strong> delle Grazie: costruita sull&#8217;area di una precedente chiesa sede della confraternita di S.Michele, già esistente nel secolo XV, della quale sono stati preservati il campanile e un crocifisso scolpito a rilievo nella pietra, murato sul fronte esterno occidentale. La facciata è in cotto a vista; il portone in legno intagliato e scolpito; l’interno in un’unica navata divisa in due campate da una campatella intermedia</li>
<li>la <strong>Chiesa di Sant’ Antonio</strong>: di struttura seicentesca, la facciata rivolta a nord accoglie le statue di S.Antonio Abate, S.Pietro e S.Giovanni. L&#8217;interno è ad aula; nella profonda abside sono collocati il coro ligneo e l&#8217;altare maggiore marmoreo del 1734; la balaustrata e la scalinata del presbiterio risalgono al 1705</li>
<li>la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>: costruita ad opera dei Padri francescani presenta absidi, campanile, sacrestia e chiostro che risalgono al XVI secolo. L’interno conserva notevoli opere pittoriche di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, e della figlia, Orsola</li>
<li>il <strong>Palazzo Paleologo</strong>: esempio di architettura tardo medievale con le decorazioni in formelle di cotto e il laterizio detto a “testa e croce” all’esterno, all’interno conserva la distribuzione degli ambienti e un prezioso soffitto ligneo intagliato. L’impianto originario consta di tre vani unici, uno per piano, collegati dalla scala situata all’estremità della costruzione.</li>
<li>la <strong>Bottega del Vino</strong>: ospitata in uno dei torrioni trecenteschi del Castello, vi si possono degustare i vini e ammirare un antico camminamento usato dai soldati e recentemente restaurato.</li>
</ul>
<p>Questa bella visita può infine concludersi con una succulenta cena, magari a base di tartufo e carne bovina, per celebrare la fama che ormai le fiere che si svolgono nel Comune di Moncalvo hanno raggiunto, con le migliaia e migliaia di persone che ogni anno le affollano.</p>

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		<item>
		<title>Montà d&#8217;Alba: cosa visitare e cosa fare</title>
		<link>https://www.piemontetartufi.it/monta-dalba/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 15:05:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p align="justify">Scopriamo cosa vedere e cosa fare a Montà d'Alba<b><br />
</b></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Montà d&#8217;Alba è un comune della provincia di Cuneo in Piemonte, in particolare della zona geografica del Roero <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0">patrimonio dell&#8217;Unesco</a></span> dal 2014 &#8211; tra la Valle del Tanaro e la Valle del Po.<br />
L&#8217;economia di questa zona è incentrata sull&#8217;agricoltura in particola sulla viticoltura per la produzione del Barolo, del Nebbiolo e del pregiatissimo Roero Arneis un vino bianco DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), senza dimenticare che si trovano eccellenze gastronomiche e bellezze naturali.<br />
<strong>I prodotti tipici della zona del Roero</strong> e che si possono degustare a Montà d&#8217;Alba sono senz&#8217;altro il <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/tartufo-bianco-pregiato/">tartufo bianco d&#8217;Alba</a></span> e i marroni, i castagneti presenti permettono anche di realizzare del buonissimo miele di castagno, non manca poi il miele d&#8217;acacia e il millefiori. In ultimo ma non meno importante la Nocciola Piemonte I.G.P.</p>

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	</div>
<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cosa visitare a Montà d'Alba</h2>
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			<p>Montà d&#8217;Alba è ricca di storia rappresentata da opere architettoniche e dalla natura circostante. Scopriamo cosa vedere.</p>
<h3>Santuario dei Piloni e Cappella del Santo Sepolcro</h3>
<p>Poco fuori dal centro abitato di Montà si trova il Sacro Monte di Montà d&#8217;Alba che ospita il <strong>Santuario dei Piloni</strong>, un&#8217;opera architettonica le cui origini sono incerte. Si suppone risalga all&#8217;anno Mille quando in questo luogo il culto cristiano si sovrappose a quello che prima era un luogo pagano. Venne costruito un sacello dedicato agli apostoli Giacomo e Filippo, poi nel XIII secolo la costruzione venne ampliata sulle basi dell&#8217;architettura romanica e nel 1661 venne ancora restaurata e innalzata.<br />
Questo luogo è ricco di storia e leggenda, si racconta infatti che un monaco di ritorno dalla Terra Santa si fermò presso i boschi della zona e qui edificò la <strong>cappella del Santo Sepolcro</strong> divenuta meta per pellegrini e turisti. Vi è presente anche un quadro che raffigura la Beata<br />
La cappella venne poi restaurata nel 1770 e si racconta che avvenne un miracolo proprio mentre erano in corso le opere di restauro: degli operai uscirono illesi da un carro che trasportava mattoni e che si era staccato dal tiro.<br />
A seguire nel 1775 vennero eretti 13 piloni dalla comunità locale, che rappresentavano la Via Crucis, ma nel 1887 venne eseguito un nuovo restauro a causa del cattivo stato dei piloni, che sostituì i piloni con cappelle con un percorso rappresentato da statue policrome in gesso.<br />
Al 19° centenario della Redenzione, nel 1993, venne infine aggiunto un complesso la &#8220;Grotta dell&#8217;agonia&#8221;. Si erge di fronte al Santuario stesso e raffigura con statue in gesso il Cristo nell&#8217;orto degli ulivi mentre alle spalle arrivano i soldati romani con a capo Giuda Iscariota.</p>
<h3>Chiesa parrocchiale di Sant&#8217;Antonio Abate</h3>
<p>Questa struttura è in stile tardo gotico con una navata centrale, cinque arcate e quattro laterali. Vennero poi realizzati il campanile e la facciata che si vede oggi nel corso del XVII e XIX secolo. All&#8217;interno si possono ammirare numerose opere d&#8217;arte di artisti locali.</p>
<h3>Torre campanaria</h3>
<p>La torre fu commissionata da Asti dopo il 1257 a simbolo dell&#8217;indipendenza dai signori locali della nuova comunità. Le continue riparazioni portano il Comune nel 1754 a predisporne la ricostruzione, commissionata al mastro Antonio Broglio.<br />
Per la ricostruzione furono utilizzati vecchi materiali della torre oltre a nuovi materiali come coppi e mattoni. Vengono poi posti i quadranti dell&#8217;orologio nel 1780. Sul lato posteriore si trova una balconata da cui è possibile ammirare un panorama suggestivo.</p>
<h3>Castello dei Morra Lavriano</h3>
<p>Il castello fu costruito nel 1363 su ordine dei Roero, per poi essere ricostruito completamente dagli Isnardi. Purtroppo porta con sé pagine di storia ricche di numerosi saccheggi a cominciare dal 1544 dove fu saccheggiato dalle truppe imperiali del marchese del Vasto, poi nel 1691 ne fu incendiata una parte per mano di francesi agli ordini di Catinat.<br />
Oggi si presenta con una torre rotonda, un portale d&#8217;accesso degno di nota, un ampio loggiato, un salone d&#8217;onore e un grande giardino.<br />
All&#8217;interno si trovano affreschi in trompe d&#8217;oeuil, pitture varie, un cunicolo, un pozzo con la sua imponente ruota destinata all&#8217;estrazione dell&#8217;acqua e le prigioni che portano con sé sempre una sorta di fascino tenebroso.</p>
<h3>Confraternita di San Michele</h3>
<p>Si trova in piazza S. Michele e si presenta con una facciata neoclassica e un campanile, all&#8217;interno è organizzata in tre navate longitudinali, due altari e un ampio coro. Si trova anche la grotta della Vergine di Lourdes.<br />
Utilizzata oggi per convegni e visitabile su richiesta.</p>

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<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Montà d'Alba in natura</h2>
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			<p>Non mancano attività interessanti per gli appassionati della natura:<br />
<strong>Visita alle cantine</strong>: come detto sopra la zona è famosa per la produzione del vino e qui si possono visitare le cantine di produzione, sempre verificandone prima la disponibilità per l&#8217;apertura al pubblico<br />
<strong>5 sentieri tematici</strong>: sono 5 camminate nella natura di Montà d&#8217;Alba che conducono alla scoperta del luogo, si può partire dal Sentiero <strong>dell’Apicoltura</strong> luogo ideale per le api (unico in Europa) e scoprire gli antichi metodi di produzione del miele oltre ad architetture rurali. Vi è poi il Sentiero <strong>Religioso</strong> chiamato così perché era il vecchio percorso dei pellegrini che dal centro del paese porta al Sacro Monte dei Piloni. Sentiero <strong>del Lupo</strong> percorso lungo circa 11 km immerso nella natura del bosco. Sentiero <strong>del Tartufo</strong> che come dice il nome stesso è dedicato al Tartufo Bianco e risale lungo le vigne. Sentiero <strong>del Castagno</strong> che attraversa i castagneti e ospita oltre la metà di esemplari storici di castagno di tutto il Roero.<br />
<strong>Grande Sentiero del Roero</strong>: questo percorso ricopre circa 40 km immergendosi in vigneti e paesaggi naturali di straordinaria bellezza attraversando tutti i comuni delle Rocche dal paese di Bra a quello di Cisterna d&#8217;Asti, otto borghi.</p>

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		<title>Alba cosa visitare e cosa degustare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ptartufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2019 16:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Paesi dei tartufi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p align="justify">Alba: Fiera del Tartufo, posti caratteristici e consigli culinari<b><br />
</b></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row"><div class="wpb_column column_container col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>Alba</strong> è una cittadina piemontese che sorge sulla riva destra del fiume Tanaro, immersa nel verde delle colline e dei vigneti.<br />
Particolarmente nota per il <strong>tartufo bianco</strong>, in onore del quale ogni anno nel periodo che va da Ottobre a Novembre si tiene la <strong>&#8220;<span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/fiera-internazionale-del-tartufo-bianco-dalba-2019/">Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d&#8217;Alba</a></span>&#8220;</strong>, che richiama ogni anno migliaia di persone da ogni parte.<br />
Nel 2014 inoltre la zona delle Langhe insieme al Roero e al Monferrato è stata inclusa nella lista <span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0"><strong>UNESCO dei beni Patrimonio dell’Umanità</strong></a></span>.<br />
Il Piemonte è di per sé ricco di storia, di castelli e di borghi da visitare oltre che di viste naturali davvero mozzafiato. Se vi trovate a passare per Alba fermatevi a visitare le sue bellezze e a degustare le sue prelibatezze culinarie.</p>
<p>On line si trovano diverse proposte per soggiornare in città ma potete anche valutare l&#8217;acquisto di un <a href="https://www.equotube.it/"><span style="color: #99cc00;">cofanetto regalo</span></a> per mangiare o dormire ad Alba.</p>

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<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cosa visitare ad Alba</h2>
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			<p>La città di Alba si presenta con il centro storico di forma circolare, con torri che si vedono passeggiando fra le sue strade e vicoli, oltre a grandi chiese e monumenti dalle origini antichissime.</p>
<h2>Chiesa di San Domenico</h2>
<p>La Chiesa di San Domenico risale al XIII secolo ed è in stile gotico, restaurato negli anni settanta per volere della “Famija Albèisa”. Sembra che Napoleone la usò come stalla per i suoi cavalli. Le messe non vengono celebrate con costanza e nonostante sia ancora una chiesa consacrata oggi viene utilizzata per ospitare mostre, concerti gospel e organizzare incontri di tipo culturale.</p>
<h2>Cattedrale di San Lorenzo</h2>
<p>La Cattedrale di San Lorenzo fu costruita tra il 1486 e il 1517 per volontà del vescovo di Alba Andrea Novelli. Nel 2009 fu costruito il nuovo presbiterio, ma negli anni ha subito diverse ristrutturazioni, anch&#8217;essa come la Chiesa di San Domenico è in stile gotico e si presenta con tre navate all&#8217;interno e colori che spaziano dal beige al marrone, dal blu all&#8217;oro, con una caratteristica facciata in mattoncini rossi con l&#8217;immagine di San Lorenzo e la sua torre campanaria che racchiude l&#8217;antico campanile risalente al XII secolo.<br />
Al suo interno si trovano otto altari laterali ed è possibile ammirare la lastra tombale, opera dello scultore Antonio Carloni, del vescovo Andrea Novelli e un&#8217;acquasantiera risalente al &#8217;50.</p>
<h2>La Chiesa di San Giuseppe</h2>
<p>La Chiesa di San Giuseppe fu realizzata nel 1643 per volontà della Confraternita dei Pellegrini, nonostante la sua facciata non desti particolare interesse al suo interno vi sono delle vere e proprie opere d&#8217;arte degne di nota fra cui:</p>
<ul>
<li>la volta, ornata da un ciclo di affreschi realizzati tra il 1720-1721 dal quadraturista luganese Vittore de Nicola e da Carlo Posterla</li>
<li>la statua di San Giuseppe opera di Stefano Maria e Giuseppe Maria Clemente risalente al 1742-1743<br />
l’organo settecentesco fabbricato dai fratelli Concone di Torino</li>
<li>gli scavi archeologici con un percorso che attraversa letteralmente la struttura stessa dell’edificio.</li>
</ul>
<p>Durante l&#8217;anno al suo interno vengono anche ospitate mostre come nel periodo natalizio quella dei presepi, mentre all&#8217;esterno non perdetevi il campanile in mattoni a vista su cui è possibile salire.</p>
<h2>Casa Fenoglio</h2>
<p>La Casa Fonoglio è quella del noto scrittore partigiano Beppe Fenoglio che nacque ad Alba nel 1922. Un traduttore e drammaturgo italiano che scrisse proprio qui la maggior parte delle sue opere. Nella casa oggi visitabile è stato allestito uno spazio che permette di ripercorrere la sua vita attraverso documenti, foto e parti di testi delle sue opere. La casa è di tre piani e uno i questi è dedicato a Pinot Gallizio pittore inventore della pittura industriale.</p>
<h2>Palazzo del Comune</h2>
<p>Questo palazzo sembra essere stato edificato sopra il sito di un antico edificio romano, oggi Palazzo Municipale ma con opere d&#8217;arte a partire dalle pareti della scalinata principale dove vi è un affresco che raffigura l&#8217;Adorazione dei Magi, mentre al suo interno nella sala consigliere si trova la Vergine con il Bambino, un&#8217;opera d&#8217;arte del pittore albese Macrino.</p>
<h2>Alba Sotterranea</h2>
<p>Si pensa che le città siano solo in superficie dove si può vedere e toccare con mano, ma sappiano non è proprio così al di sotto di ciò che si vede Alba nasconde le sue radici storiche. Tramite un tour in compagni di un archeologo professionista si possono scoprire i sotterranei della città. Il teatro, il foro di epoca romana, la prima fonte battesimale, torri medievali e un antico tempio vi aspettano. Il tour sotterraneo va prenotato presso il comune di Alba.</p>
<p>Ci sono dei siti che permettono di acquistare esperienze e soggiorni con la forma del <a href="https://www.equotube.it/">cofanetto regalo</a>, un modo originale per risparmiare e fare una sorpresa a un&#8217;amico intenzionato a visitare Alba.</p>

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<h2 style="color: #7b9c2b;line-height: 1.4;text-align: left" class="vc_custom_heading" >Cosa degustare ad Alba</h2>
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			<p>Come abbiamo detto il Piemonte è ricco anche di tradizione gastronomica e Alba non è certo da meno facendo parte di una delle capitali della gastronomia piemontese.<br />
Fermatevi dunque a degustare le sue prelibatezze in uno dei ristoranti presenti nella zona fra cui vi consigliamo sicuramente:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.piemontetartufi.it/tagliolini-al-tartufo-bianco/"><span style="color: #7b9c2b;">tajarin al tartufo</span></a></li>
<li>carne cruda all&#8217;albese (carne di vitello piemontese con pepe, scaglie di grana e olio)</li>
<li>bagna cauda</li>
<li><span style="color: #7b9c2b;"><a style="color: #7b9c2b;" href="https://www.piemontetartufi.it/uovo-al-tartufo/">uovo cotto al forno arricchito con Tartufo Bianco d&#8217;Alba</a></span></li>
<li><span style="color: #99cc00;"><a style="color: #99cc00;" href="https://www.piemontetartufi.it/risotto-al-tartufo-bianco/">risotto ai tartufi</a></span></li>
</ul>
<p>Tutti i piatti, non solo l&#8217;uovo, vengono spesso accompagnati dal Tartufo Bianco.<br />
Fra i dolci non manca poi la nocciola Piemonte IGP con cui viene realizzata una torta alle nocciole di una prelibatezza sopraffina o il Bonet un tipico dolce piemontese con cioccolato e amaretti.Il tutto accompagnato da un uno dei vini rinomati come il Barbera d&#8217;Alba DOC o il Dolcetto d&#8217;Alba.</p>

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<p>L'articolo <a href="https://www.piemontetartufi.it/alba/">Alba cosa visitare e cosa degustare</a> proviene da <a href="https://www.piemontetartufi.it">Piemonte Tartufi</a>.</p>
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